Basket. Futura tris vincente di fila

La squadra osimana sbanca anche Marotta

Serie D girone A
Marotta – Futura Osimo Stazione 61 : 69

Marotta. Osimo Stazione va come un treno. La fermata vincente, la terza consecutiva, è stata quella di Marotta. Per la squadra di casa, neopromossa, secondo ko di fila interno dopo quello contro il Fermignano. Guarda caso la squadra che guida a punteggio pieno il girone proprio a braccetto con Osimo Stazione.
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La Futura soffre solo l’inizio partita della squadra di casa, scattata con il piglio giusto tanto che alla fine della prima frazione si viaggia sul filo dell’equilibrio (17-17). Poi le qualità degli ospiti escono pian piano fuori. Soprattutto la squadra di Carletti cambia marcia nella seconda e terza frazione piazzando l’allungo decisivo (26-38, 37-55). Anche se il massimo vantaggio arriva nel quarto e ultimo periodo periodo (37-57). La partita sembra chiusa, la squadra ospite cala e il Marotta ne approfitta, anche se il divario accumulato non impensierisce molto gli osimani che chiudono con nove punti di vantaggio.

Da segnalare nella formazione della Futura i 22 punti di Quondamatteo, i 16 di un sempre prolifico Monticeli e gli 11 messi a segno dalla coppia Audili e Graciotti Y.

MAROTTA: Tagnani 17, Nicolini 4, Serrani 8, Paolini 3, Battistelli 2, Castrignano 10, Ridolfi 8, Candelaresi 7, Santinelli, Marinelli, Sciarrini, Pesce 2. All. Rinolfi

OSIMO: Carletti, Silvestrelli 2, Ausili 11, Vignoni 6, Benedetti, Quondamatteo 22, Monticelli 16, Belli 1, Graciotti Y. 11, Poggiaspalla, Franchini, Graciotti R. n.e.. All. Carletti


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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