Basket. Esordio da applausi per la Futura Osimo Stazione

Espugna Urbino alla prima di campionato

SERIE D girone A

Urbino. Applausi per i ragazzi osimani. La Futura Basket Osimo Stazione, la prima squadra cittadina di basket, inizia bene il campionato di D di basket. Alla prima giornata la formazione senza testa espugna Urbino, sponda Basket Ducale, con il punteggio finale di 54-69 (10-24, 22-34, 45-44).

La formazione della Futura Osimo Stazione
La formazione della Futura Osimo Stazione

Era difficile per gli osimani. In trasferta e con molte assenze e acciacchi. Fuori Vignoni e Ausili, Giampieri a mezzo servizio, in via precauzionale non viene rischiato nemmeno Riccardo Graciotti, a causa di un fastidio al ginocchio. Nonostante tutto il primo quarto è tutto di stampo osimano con un rapido 10-0 firmato da Graciotti Y., Poggiaspalla e Monticelli con quest’ultimo che realizza 11 punti dei 27 totali (mvp della gara) nella prima frazione di gioco. Nel secondo parziale di gioco Urbino affina la mira e si riavvicina nel punteggio con due triple consecutive. Poca lucidità in attacco degli osimani comunque avanti (22-34).

Alla ripresa delle ostilità è buio totale per la formazione guidata dal duo Carletti – Balestrieri. Urbino difende l’intero quarto con zona press, ruba molti palloni e con quattro triple consecutive chiude con un punto di vantaggio. Serve una reazione d’orgoglio. Arriva con il duo Graciotti- Giampieri e con due triple di Poggiaspalla che danno lo strappo definitivo alla partita per la formazione ospite. L’incontro si chiude sul 54 -69.

Andrea Poggispalla, protagonista con le due triple che hanno dato l’allungo decisivo alla formazione osimana,è tornato a grandi livelli dopo l’infortunio la ginocchio di alcune stagioni or sono. “E’ stata una scommessa anche per me accettare la proposta della Futura dopo tanti anni di promozione. Avevo paura di non reggere ritmi e corsa e invece è andata bene. Queste sensazioni ripagano i sacrifici che facciamo durante la settimana in palestra”.

Sabato esordio casalingo. Contro l’Aquarius Nuovo Bk Pesaro, alle ore 18.30, alla palestra di Osimo Stazione. La squadra della Futura protagonista nel palas ducale. Benedetti 2, Carletti, Quondamatteo 11, Giampieri 4, Monticelli 27, Belli 4, Graciotti Y. 12,  Poggiaspalla 9, Franchini. Ne: Graciotti R.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi