Automobilismo: torna ad Osimo il tricolore Formula Challenge in notturna

Sabato 8 luglio in località Padiglione. Organizza l’Auximon Racing

Osimo – Si avvicina il secondo appuntamento stagionale del campionato Italiano Formula Challenge, previsto sabato 8 luglio nella zona artigianale di Via dei Tigli in località Padiglione. La manifestazione, ideata dall’Auximon Racing è divenuta punto di riferimento per la sua unicità: in piena estate niente di meglio di una gara che termini con il fresco della sera sotto le luci artificiali, che verranno allestite per l’occasione.

Osimo – Luca Accorroni

I protagonisti del tricolore di specialità, che hanno disputato la prova d’apertura nel Salento in provincia di Lecce, si daranno quindi appuntamento nelle Marche per la 14^ edizione del “Formula Challenge Città di Osimo”, che ha raggiunto in un decennio di attività una costante e positiva risposta del pubblico, per la spettacolarità e per la tradizione motoristica locale.

Osimo – Zaniboni

Teatro delle gare sarà il percorso con varianti di circa 1000 metri, disegnato tra le strutture artigianali di Via dei Tigli. Il paddock si animerà di piloti e vetture fin dalle prime ore del mattino, e secondo il regolamento della manifestazione si effettueranno le verifiche: le sportive dalle ore 15 alle 16,30 e le tecniche dalle ore 15,15 alle ore 17 presso il centro sociale Cucca ed il piazzale antistante a due passi dal paddock.

Osimo – Ravaioli

Alle 18 inizierà la fase agonistica, agli ordini del direttore di gara Roberto Bufalino. Si disputeranno le prove cronometrate e successivamente le batterie di qualificazione e le finali di ogni raggruppamento in gara. Con una breve interruzione per la cena, il programma continuerà fino a tarda serata.

Osimo – Bussandri

Nella passata edizione la migliore prestazione assoluta fu fatta segnare dal milanese Lorenzo Pippa su Lancia Delta Integrale. Particolarmente positiva è stata la prestazione dei tre osimani ai nastri di partenza, in grado di vincere le loro categorie: Mauro Capotondo (Peugeot 106) il 4° raggruppamento, Luca Accorroni (proto Suzuki) l’8° e Giacinto Giacché (Fiat 131 Abarth) il 9° riservato alle auto storiche.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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