Atletica. Il Trofeo Cinque Torri regala ancora spettacolo.

Dario Santoro si aggiudica il Giro delle due Ville

tutte le classifiche

Osimo. Una grande giornata di sport a Osimo. Con l’atletica a tenere banco. Peccato per la pioggia che ha rovinato il finale e le premiazioni, ma che non ha spazzato via lo spettacolo offerto nelle varie gare da grandi e piccoli.
Le grandi qualità tecniche e organizzative dell’Atletica Amatori Osimo Bracaccini sono uscite ancora una volta alla ribalta organizzando alla perfezione la 34^ edizione del Trofeo 5Torri nella splendida location del centro storico osimano.

Dario Santoro (Atletica Potenza Picena), campione italiano di maratona è il vincitore del Giro delle due Ville
Dario Santoro (Atletica Potenza Picena), campione italiano di maratona è il vincitore del Giro delle due Ville

Il Giro delle due Ville, la gara clou della manifestazione, su 12,5 km particolarmente impegnativi, ha visto la vittoria del campione italiano di maratona Dario Santoro dell’Atletica Potenza Picena. D’argento l’atleta di casa Mattia Franchini (Atletica Amatori Osimo), terzo Federico Cariddi della Grottini Team. Nel femminile soffre, ma vince la junior Azzurra Ilari dell’Atletica Amatori Osimo, vice campionessa italiana di corsa su strada battendo l’agguerrita concorrenza di Elisa Mezzelani della Sef Stamura Ancona e di Martina Testarmata dell’Atletica Fabriano.

La junior Azzurra Ilari (Atletica Amatori Osimo), vincitrice della gara femminile
La junior Azzurra Ilari (Atletica Amatori Osimo), vincitrice della gara femminile

Nella rispettive categorie riservate ai master vittorie nella SM 35 di Cristian Brunori (Giannino Pieralisi); SM. 40: Giovanni Cerquetella (Sef Stamura Ancona); SM.45: Giuseppe Localzo (Atletica Potenza Picena); 50: Doriano Bianchi (Atletica Amatori Osimo); 55: Maurizio Filipponi (Nuova podistica Centobuchi); SM.60: Alberto Giacometti (Giannino Pieralisi); SM.65: Mario Catani (Giannino Pieralisi); SM. 70: Osvaldo Perini (Atletica Senigallia).

Nelle categorie Master femminili successi nella SF.35 di Lucia Baluardella (A.Podistica Valtenna); SF. 40: Laura Campelli (Giannino Pieralisi); SF.45: Loredana Santoni (Sef Stamura Ancona); SF.50: Cinzia Spataro (Avis Lattanzi); SF. 55: Fiorisa Bonifazi (Atletica Amatori Osimo); SF. 60: Chiarina D’Alonzo (Atletica Amatori Osimo); SF.65 Lorena Bartelloni (Cral Angelini); SF.70: Anna Di Chiara (Nuova Atletica Sangiustese).

Giovanili alla partenza
Giovanili alla partenza

Categorie giovanili gare valide per la 9^ prova del Gran Prix Giovanile Marche Strada. Promesse: Chiara Palestrini (Atletica Amatori Osimo). Ragazzi: Simone Pigliapoco (Atletica Vallesina). Ragazze: Nora Elkeir (Atletica Fano Pesaro) su Chiara Catena (Atletica Amatori Osimo) e Myriam Badioli (Atletica Amatori Osimo). Cadetti: Paolo Pennacchietti (Atletica Sangiustese) su Leonardo Salvucci (Atletica Amatori Osimo). Cadette: Lucia Crosta (Atletica Sangiustese) su Giada Barbini (Atletica Amatori Osimo). Allievi: Federico Falappa (Atletica Amatori Osimo); 3^ 3^ Daniele Cantarini (Atletica Amatori Osimo). Allieve: Caterina Paccamiccio (Atletica Amatori Osimo) su Giada Moresi (Atletica Amatori Osimo).

SPORT E SOLIDARIETA’. La società organizzatrice ha devoluto un euro per ogni atleta partecipante alla gara competitiva al suo partner etico la Lega del Filo d’Oro.

PREMIAZIONI. Tante autorità sportive e amministrative locali alla cerimonia di premiazione  con l’Assessore allo Sport locale Alex Andreoli, il Presidente del Consiglio osimano Paola Adreoni, autorità del Coni quali Fabio Sturani e Fabio Luna, il segretario generale della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli e Lino Bontempo, presidente Avis Osimo.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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