Velista dell’anno 2018: Conero Yacht Club tra i finalisti

La cerimonia di premiazione si terrà a Roma, Villa Miani, il 12 marzo

Numana – Sono in vista grandi riconoscimenti per lo sport numanese! Proprio ieri il Conero Yacht Club di Numana, presieduto da Vincenzo Balzanelli e con vicepresidente il noto campione velico e presidente X zona FIV (nonché numanese “doc”) Vincenzo Graciotti, ha ricevuto la splendida notizia di essere stato nominato nella rosa dei 5 finalisti per il premio sportivo Velista dell’anno 2018.

Crotone – La delegazione del Conero Yacht Club di Numana premiata nell’edizione 2017 di Velista dell’anno

Il prestigioso riconoscimento, realizzato in collaborazione tra Fiv e Acciari Consulting, è considerato l’Oscar della Vela, e fin dal 1991 viene dato ogni anno, oltre che ai migliori velisti e timonieri in campo internazionale, anche al club velico che si è distinto in campo agonistico e organizzativo.

Il  Conero Yacht Club di Numana infatti non solo effettua una rigorosa selezione sportiva, ammettendo tra i soci solo armatori o timonieri di barche a vela di classe olimpica, ma soprattutto si distingue per riversare l’80% del fatturato del Club nelle attività sportive favorendo soprattutto la diffusione della cultura velica tra i giovani.

La cerimonia di premiazione, a cui parteciperà tutto il mondo italiano della vela, si terrà a Roma, Villa Miani, il 12 marzo prossimo, dove una nutrita rappresentanza del Conero Yacht Club terrà alte le sorti dello sport numanese e della riviera.

Per l’occasione sarà mostrato ai presenti un video, preparato a cura dello Iat, che narrerà le bellezze incomparabili del territorio e del mare numanesi.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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