Vela. Vincenzo Graciotti candidato alla presidenza della X zona

‘’Dobbiamo trasmettere passione e divertimento, libertà e avventura’’ il suo pensiero

Numana. Il nuovo presidente della X zona potrebbe essere un numanese. Oggi, sabato 19, i presidenti dei 33 circoli velici marchigiani saranno chiamati ad eleggere il nuovo presidente. In corsa c’è anche Vincenzo Graciotti, classe 1956, velista per passione e per professione, sposato, padre di due figlie, che va in barca fin da piccolissimo e ha alle spalle una scia di successi nazionali e internazionali: istruttore Fiv dal 1976, un titolo iridato master nel Laser SB20, un quarto posto al campionato europeo Star, 3 titoli nazionali nonché ufficiale di regata dal 2007.

Vincenzo Graciotti in piena azione
Vincenzo Graciotti in piena azione

Al nuovo presidente spetterà il coordinamento delle attività regionali nel quadriennio 2017 – 2020. «Abbiamo la necessità di trasmettere a tutti la passione e il divertimento – spiega Graciotti da “marinaio che parla ai marinai” -. Il senso di libertà e di avventura, sono i motori di tutto il movimento velico».

I punti chiave del programma di Graciotti sono: vela alla portata di tutti sia tecnicamente che economicamente. Formazione dei coach di club con il coinvolgimento dei velisti marchigiani eccellenti. Impiego della tecnologia per migliorare la comunicazione tra atleti e allenatori. Pianificazione strategica di marketing con azioni di comunicazione per migliorare l’immagine della vela, rendendola più appetibile agli sponsor.

Quali sono i suoi obiettivi?

«Porre le basi per la costituzione della scuola del mare e degli sport acquatici per diffondere su tutto il territorio regionale la cultura del mare, facendo leva sulla passione diffusa per questo elemento, per catturare l’attenzione di tanti nuovi adepti che, a seconda delle loro inclinazioni, verranno poi indirizzati alla disciplina più congeniale a loro.  Nelle Marche, la federazione ha bisogno di allargare la propria base per diventare un attore più forte».

Un programma fatto di idee, passione e conoscenze tecniche di altissimo profilo, maturate in oltre quaranta anni di esperienza sui campi di regata, collaborando anche con grandi “miti” della vela: uno su tutti, il campione brasiliano Torben Grael, cinque medaglie olimpiche e recentemente eletto vice presidente dell’ISAF (la Federvela internazionale).


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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