Stabiliti ruoli e deleghe all’interno del Comitato X Zona Fiv Marche

Il numanese Vincenzo Graciotti dopo la riconferma a presidente entra nella commissione federale nazionale "Sport e Turismo"

Numana, 18 febbraio 2021. Con le elezioni del 19 dicembre scorso, che hanno riconfermato Francesco Ettorre al vertice della Federazione Italiana Vela (Fiv), prosegue il processo di espansione e ringiovanimento del movimento velico in Italia.

Vincenzo Graciotti

Lo scorso 9 gennaio Corriere del Conero aveva pubblicato l’annuncio della candidatura del numanese Vincenzo Graciotti alla presidenza del Comitato X Zona Fiv Marche. Candidatura che è andata a buon fine dal momento che Graciotti è stato eletto presidente.

Vincenzo Graciotti, sessantenne, due figlie, numanese doc, imprenditore nautico con alle spalle due selezioni olimpiche Star, quattro titoli italiani altura, una partecipazione alla 32esima America’s Cup con Team +39 e un passato giovanile in azzurro sul Laser Standard, aveva già guidato la X Zona nel quadriennio 2016-2020.

Il nuovo Consiglio di Zona per il quadriennio olimpico (2021-2024) è dunque così formato:

Vincenzo Graciotti (presidente), Paolo Smerchinich (vicepresidente), Daria Rinaldelli (segreteria), Raffaele Velardocchia (tesoriere), Marco Lorenzetti (consigliere), Massimo Stolfa (consigliere).

Il nuovo Consiglio direttivo del Comitato X Zona Fiv Marche con Vincenzo Graciotti al centro

Per quanto riguarda i rappresentanti della vela presso i comitati provinciali del Coni, sono stati nominati: per la provincia di Pesaro Urbino Antonio Rossini; per quella di Ancona Paolo Smerchinich; a Macerata, invece, il rappresentante è Alessandro Principi; a Fermo Stefano Orena e infine, nella provincia di Ascoli Piceno, Adele Mattioli.

Il rappresentante degli atleti sarà il più volte campione del mondo e italiano di vela d’altura, Paolo Mangialardo, mentre Valentina Stronati ricoprirà il ruolo di rappresentante dei tecnici.

Proseguendo con le deleghe dei consiglieri:

  • Direttore sportivo, Paolo Smerchinich
  • Pari opportunità, attività paralimpica, logistica, mezzi zonali, gommoni e derive, Marco Lorenzetti
  • Promozione vela altura e veleggiate, Raffaele Velardocchia
  • Formazione Ufficiali di Regata, promozione e addestramento nuovi giudici, Massimo Stolfa

Nominate anche le figure tecniche di Zona:

  • Capo sezione UdR, Elisa Del Zozzo
  • Medico zonale, Sergio Maria Brunamontini
  • Rappresentante della Marina Militare, C.F. Flavio Bugossi
  • Direttore tecnico zonale, Francesco Zimelli

Da segnalare, per quanto riguarda le responsabilità del neo presidente Graciotti, il suo inserimento nella nuova commissione federale nazionale “Sport e Turismo”, voluta da quest’anno dal presidente Federvela, Francesco Ettorre, per promuovere il turismo sportivo attraverso le attività veliche.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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