La pluricampionessa di windsurf Giorgia Speciale si allena a Numana

L’anconetana ha scelto La spiaggiola per rilasciare un’intervista a Linea Blu che vedremo su Rai1 sabato 26 settembre ore 14

Numana, 18 settembre 2020 – Ha scelto Numana Giorgia Speciale, giovane pluricampionessa olimpica, mondiale ed europea di windsurf, come location per l’intervista rilasciata a Raiuno per la trasmissione Linea Blu in onda sabato 26 settembre ore 14:00, e registrata la scorsa settimana presso La spiaggiola.

L’anconetana Giorgia Speciale morde una delle tante medaglie d’oro vinte nell’arco della sua ancor giovane carriera

Giorgia, anconetana 20enne con nelle vene la passione per la tavola a vela scoperta alla tenera età di 9 anni, la si può trovare spesso a navigare le acque numanesi in compagnia di Carlo Rotelli, amico da una vita ed ex professionista di windsurf, attualmente presidente dell’associazione sportiva Sup-Winsurf Moki Club Numana.

Numana – Un momento dell’intervista concessa a Rai 1, da sx: Carlo Rotelli, Fabio Gallo di Linea Blu e Giorgia Speciale 

«Il Conero a sfioro sull’acqua, Numana alle spalle e il vento favorevole di queste zone, è il posto ideale per i miei allenamenti» ha confessato la giovanissima campionessa dorica.

Soddisfatto ed orgoglioso, ma non poteva essere diversamente, il primo cittadino numanese Gianluigi Tombolini: «È un onore per me sapere che Giorgia, campionessa di questo calibro, scelga spesso il nostro territorio per i suoi allenamenti – ha dichiarato il Sindaco – questo mi fa intuire che venire qui per lei è come sentirsi a casa. Vorrei ringraziarla pubblicamente per aver scelto Numana come location per la sua intervista, dando visibilità ai nostri territori e ai nostri paesaggi».

Numana, La spiaggiola – La troupe di Linea Blu, Giorgia Speciale e il suo amico di sempre Carlo Rotelli

Attualmente, l’enfant prodige Giorgia Speciale sta disputando il campionato italiano di windsurf foling a Follonica, una nuova disciplina dove si utilizza la tavola a vela con la possibilità di poter uscire con vento leggero, anche sotto i 10 nodi, e poter volare a tutta velocità come se si stesse planando normalmente ma a mezzo metro sopra l’acqua.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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