La “Paint my run” colora Sirolo

In programma oggi, domenica 17 settembre, la podistica più divertente della Riviera

Sirolo – La Paint My Run, la corsa podistica più divertente e colorata della Riviera partirà oggi, domenica 17 settembre alle 15, dal Teatro delle Cave per terminare alla spiaggia libera di Numana.

Lungo il percorso di circa 5 chilometri, i podisti verranno bersagliati da polveri colorate che, a loro volta, potranno lanciare addosso agli altri concorrenti grazie ad una fornitura compresa nel pacco gara.

È possibile iscriversi dalle 13 e fino alle 14.30 presso la biglietteria istituita nei pressi della partenza.

Programma della manifestazione:

13:00 Apertura biglietteria e ritiro pacchi gara
14:30 Chiusura biglietteria
15:00 Inizio corsa
16:30 Arrivo nel porto di Numana
A seguire: premiazioni, party con musica, intrattenimento e lanci sincronizzati di colori

Un’immagine di repertorio della Paint my run, letteralmente “dipingi la mia corsa

Iscrizioni

adulto: 15 euro, bambini fino a 12 anni: 10 euro, gruppo di 30 persone: 450 euro.

L’iscrizione comprende una sacca PaintMyRun, il pacco gara con: pettorina, sacchetto di colore in polvere, una bottiglia d’acqua.

Parcheggio e navetta

Sarà possibile parcheggiare in Via Antonio Vivaldi, 10; da qui, un servizio navetta gratuito porterà al Teatro alle Cave, luogo della partenza e della biglietteria.

Dal punto di arrivo della corsa a Numana, al termine della stessa, sarà disponibile una seconda navetta che riporterà i partecipanti al parcheggio di Sirolo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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