La “Paint my run” colora Sirolo

In programma oggi, domenica 17 settembre, la podistica più divertente della Riviera

Sirolo – La Paint My Run, la corsa podistica più divertente e colorata della Riviera partirà oggi, domenica 17 settembre alle 15, dal Teatro delle Cave per terminare alla spiaggia libera di Numana.

Lungo il percorso di circa 5 chilometri, i podisti verranno bersagliati da polveri colorate che, a loro volta, potranno lanciare addosso agli altri concorrenti grazie ad una fornitura compresa nel pacco gara.

È possibile iscriversi dalle 13 e fino alle 14.30 presso la biglietteria istituita nei pressi della partenza.

Programma della manifestazione:

13:00 Apertura biglietteria e ritiro pacchi gara
14:30 Chiusura biglietteria
15:00 Inizio corsa
16:30 Arrivo nel porto di Numana
A seguire: premiazioni, party con musica, intrattenimento e lanci sincronizzati di colori

Un’immagine di repertorio della Paint my run, letteralmente “dipingi la mia corsa

Iscrizioni

adulto: 15 euro, bambini fino a 12 anni: 10 euro, gruppo di 30 persone: 450 euro.

L’iscrizione comprende una sacca PaintMyRun, il pacco gara con: pettorina, sacchetto di colore in polvere, una bottiglia d’acqua.

Parcheggio e navetta

Sarà possibile parcheggiare in Via Antonio Vivaldi, 10; da qui, un servizio navetta gratuito porterà al Teatro alle Cave, luogo della partenza e della biglietteria.

Dal punto di arrivo della corsa a Numana, al termine della stessa, sarà disponibile una seconda navetta che riporterà i partecipanti al parcheggio di Sirolo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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