La Conero Running diventa campionato italiano

La mezza maratona in programma domenica 26 aprile 2020 a Numana assegnerà il tricolore. Andrea Carpineti: “La vera sfida comincia adesso”

Numana, 13 novembre 2019 – Domenica 26 aprile 2020 si correrà la 10ª edizione della Conero Running, il tradizionale appuntamento per chi ama andare di corsa. Per tutti gli appassionati, in programma un percorso completamente pianeggiante organizzato dal Grottini Team Recanati, associazione nata dalla fusione tra l’Atletica Recanati e la Grottini Team.

Grazie al grande successo della manifestazione, alla 10ª edizione della mezza maratona che si correrà sulla distanza dei 21,097 Km è stato assegnato il campionato italiano e quindi sarà valida per la conquista del titolo tricolore.

Si tratta di un grandissimo riconoscimento che ci onora e per il quale ringraziamo anche il presidente della Fidal Marche Giuseppe Scorzoso – ha detto Andrea Carpineti, vice presidente del Grottini Team e curatore dell’organizzazione – Questo significherà avere alla partenza della sola mezza maratona non meno di 2.000 atleti provenienti da tutta Italia. Almeno altrettanti ne prevediamo tra la Conero Ten (10 Km) e la Mini Conero che sono gli appuntamenti collaterali”.

Il Grottini Team sta già lavorando con l’Amministrazione comunale di Numana perché lo sforzo organizzativo sarà molto impegnativo: “La sfida organizzativa è importante ma molto stimolante e per noi la gara comincia adesso. Il traguardo non era l’assegnazione del campionato italiano ma far sì che sia un evento perfetto in ogni aspetto”, ha concluso Carpineti.

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

Particolarmente entusiasta il sindaco di Numana Gianluigi Tombolini: “Per noi la Conero Running è sempre stato l’evento sportivo tra i molti in programma nell’estate numanese, che faceva un po’ da apripista – ha detto il primo cittadino – e veder riconosciuto l’impegno di tutti coloro che si sono prodigati in questi anni con l’assegnazione del campionato italiano ci gratifica e ci responsabilizza, convinti che Numana risponderà come sempre alla grande attirando anche tante persone sul percorso che assisteranno alla gara”.

Il vice sindaco e assessore allo Sport Gabriele Calducci, ha seguito gli aspetti organizzativi della Conero Running fin dagli albori: “Con Andrea Carpineti e tutti gli amici del Grottini Team – ha spiegato Calducci – ci siamo già riuniti per mettere a punto tutti gli aspetti organizzativi e far sì che sia un evento agonistico da ricordare, ma che sia anche un’occasione per rinsaldare il binomio sport-turismo sul quale a Numana crediamo molto”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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