Erik Montemarano regala a Numana la qualifica ai Campionati Italiani

Il giovane talento Optimist tesserato con lo Yc Riviera del Conero. Il club di Vincenzo Balzanelli investe sui giovani e rilancia con lo sport l’immagine del litorale

Numana, 17 agosto 2020 – Dopo una ripresa a gonfie vele della scuola vela per adulti e bambini, lo Yacht Club Riviera del Conero investe nei giovani e festeggia il tesseramento di Erik Montemarano.

Quattordici anni, originario di Civitanova Marche dove ha mosso i primi passi nel vivaio del Club Vela Portocivitanova, milanese di adozione, Montemarano è da quest’anno portacolori del circolo numanese al quale ha recentemente regalato la qualificazione al Campionato Italiano Optimist, il più importante evento del singolo dei baby-velisti che radunerà a Malcesine (Lago di Garda) oltre 150 specialisti dal 25 al 30 agosto 2020.

Numana – da sx: Erik Montemarano con il presidente FIV Marche Vincenzo Graciotti

La qualificazione è arrivata grazie ad una azzeccata serie di piazzamenti nelle due regate di selezione regionale, che si sono svolte sabato 8 agosto a Senigallia e il 20 luglio scorso a Porto S. Giorgio, chiudendo rispettivamente al 3° e 1° posto nel raggruppamento juniores, una progressione che lo vede in testa nella classifica generale dei due appuntamenti.

Insieme al giovane singolista approda al club presieduto da Vincenzo Balzanelli (già Stella di Bronzo al merito sportivo del Coni), anche il coach Francesco Paesani, che lo preparerà per la stagione 2021 con sedute che si svolgeranno nella Riviera del Conero.

Erik Montemarano in piena azione

Una scia di successi la sua che, in breve tempo, lo ha posto all’attenzione dei tecnici federali. Nel 2017, Erik vince a soli 11 anni il campionato zonale tra i cadetti e viene convocato per i primi allenamenti con il Gruppo Agonistico Nazionale (GAN). Nel 2018 sfiora la vittoria delle preselezioni per i mondiali, finendo 2° ad un punto dal primo. Nel 2019 vince il campionato regionale Optimist Trofeo Memorial “Pietro Barbetti Junior” e chiude con un incoraggiante 14esimo posto (migliore dei marchigiani) il Campionato Italiano di Reggio Calabria su un lotto di 114 concorrenti e si riconferma parte del GAN per la stagione agonistica 2020-2021.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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