Conto alla rovescia per la Conero Running di domenica 24 aprile

Sul lungomare tra Numana e Porto Recanati si corre il campionato italiano di mezza maratona master di società e individuale. Sabato gli eventi collaterali

Numana, 19 aprile 2022 – Cresce l’attesa per il ritorno della Conero Running dopo due anni di sospensione per Covid: domenica 24 aprile sul lungomare della Riviera del Conero con partenza alle ore 9 si correrà la mezza maratona che assegnerà, per la prima volta in dieci edizioni, il campionato italiano master individuale e di società. Il percorso sulla distanza di 21,097 Km prevede un anello che partirà da Via Litoranea a Numana di fronte al Giulia a Mare, e condurrà i corridori nel cuore di Porto Recanati per poi tornare a Numana con l’arrivo all’interno del porto.

L’evento organizzato dalla Grottini Team Recanati ha confermato il binomio solidale con la Fondazione dell’Ospedale Salesi Onlus a cui sarà devoluto un euro per ogni quota di iscrizione. Col ricavato sarà acquistato un ecografo portatile.

Le premiazioni si svolgeranno alle ore 11.30 sul palco all’interno del Porto di Numana.

Sabato 23 aprile, dalle ore 15, si svolgeranno all’interno del porto le gare per i più piccoli fino ai nati nel 2010, e sarà possibile effettuare il ritiro del pacco gara. Il pomeriggio sarà allietato dalla presenza dei Cosplay grazie alla collaborazione con l’associazione Fumetti Indelebili e dell’animazione di Happiness Group.

Numana – La partenza della Conero Running di una passata edizione (foto d’archivio)

«L’affetto intorno alla Conero Running – ha detto l’organizzatore Andrea Carpineti, vicepresidente del Grottini Team Recanati – è testimoniato dai tantissimi che hanno scritto e telefonato in questi giorni per partecipare alla Conero Ten che ha sempre affiancato la mezza maratona. Assegnando il titolo del campionato italiano quest’anno non è stato possibile organizzare la gara anche per la distanza dei 10 km che tornerà nelle prossime edizioni».

L’appuntamento è per tutti i turisti e residenti per assistere ad una gara di sicuro livello. Le strade attigue al percorso di gara saranno chiuse dalle ore 8.30. L’evento è organizzato con il contributo degli sponsor Grottini, Palitalsoft, Gentilini, FiordiGrano, Co.Ri.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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