Conero Running: un’edizione da record con divertimento e solidarietà

Ha vinto il keniano Koech che bissa il successo dell’anno scorso. Tra le donne vince la Mancini

Numana, 28 aprile 2019La gara, il divertimento ma anche la solidarietà. La Conero Running, giunta alla nona edizione, ha vinto ancora una volta con 2124 partecipanti al via, i fondi destinati alla Fondazione Salesi Onlus con la mascotte “Salesino” sul percorso, ed al CVM, Comunità Volontari per il Mondo.

Numana – Conero Running 2019, il vincitore Joash Kipruto Koech

Nella Mezza Maratona Competitiva Nazionale sulla distanza dei 21,097 Km, ha vinto come da pronostico il keniano Joash Kipruto Koech, classe ’84, tesserato per l’Atletica Potenza Picena che ha dominato la gara bissando il successo dell’anno scorso con il tempo di 1’08’14, precedendo il compagno di squadra Dario Santoro e Marco Campetti, dell’Atl. Recanati organizzatrice del’evento, in collaborazione con il Grottini Team.

Nella gara femminile ha vinto Marcella Mancini, ex nazionale di maratona che corre per il Marà Avis Marathon davanti a Denise Tappatà della Sef Stamura e alla brasiliana Maria Bernadette Cabral.

Numana – La partenza dei 2.124 partecipanti alla nona edizione della Conero Running 2019

L’evento, oltre che di notevole valore sportivo e sociale, ha consentito di mostrare la Riviera del Conero anche agli atleti provenienti da tutta Italia. Accanto a loro il popolo dei corridori della domenica che, sul percorso chiuso e vigilato, hanno messo alla prova la propria voglia di divertirsi, misurarsi, saper soffrire.

Grande festa anche per i partecipanti alle gare non competitive della Conero Ten sul percorso di 10,8 Km, e della Mini Conero di 4 Km aperta a tutti, soprattutto famiglie che si è corsa interamente nel territorio di Numana..

Numana – Conero Running 2019, la partenza degli Insuperabili

La Conero Running, gara nazionale Fidal, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Numana con la partnership di Regione Marche, Comuni di Loreto, Recanati e Porto Recanati, Coni Marche, Parco del Conero, Associazione Riviera del Conero, e Rotary Club Ancona 25-35.

«Un grande successo di partecipanti e tutto è andato benissimo – ha detto Andrea Carpineti che ha coordinato l’organizzazione – Temevamo un po’ per il meteo e soprattutto per il vento ma alla fine è andato tutto per il meglio e la cosa più bella è esserci ritrovati tutti qui con tanti bambini anche quest’anno, compresi gli Insuperabili che hanno aperto la corsa partendo qualche minuto prima dei 2.000 iscritti».

Un euro della quota di iscrizione è stato devoluto alla Fondazione Salesi Onlus ed a CVM – Comunità Volontari per il Mondo.

Le classifiche

Maschili

S18-34/: Dario Santoro, Marco Campetti, Federico Cariddi

S35/: Joash Koech, Diego D’alberto, Alessandro Pugnali

S40/: Michele Martufi, Christian Conti, Francesco Carnevali

S45/: Silvio Di Stefano, Lorenzo Carnevali, Fabrizio Sebastianelli

S50/: Giuseppe Localzo, Raniero Tosti, Carlo Cimini

S55/: Michele Gissi, Roberto Eliei, Fabrizio Severini

S60/: Daniele Sampaolesi, Gianfranco Pesaresi Andrea Aieta

S65 e oltre: Sergio Martini, Nazzareno Verdenelli, Alberto Pierluigi

Femminili

S18-34/: Giulia Magnaterra, Michela Pretini. Elisa Frudoni Agostini

S35/: Denise Tappatà, Chiara Bertucci, Donatella Accardo

S40/: Maria Nernadett Cabral, Francesca Bravi, Giorgia Cilla

S45/: Marcella Mancini, Ilaria Lanzini, Debora Vitali

S50/: Francesca Frulla, Silvia Fiorentini, Elisabetta Tora

SF55/: Cinzia Spataro, Rita Squarcia, Rosa Squadroni


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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