Conero Running: un’edizione 2018 da record

Vince la solidarietà ed il ricordo di Romano Tordelli. Al traguardo, su tutti il keniano Koech con 1’09’54. Prima, fra le donne, la keniana Kemboi

Numana – La gara, il divertimento ma anche la solidarietà. La Conero Running ha vinto ancora una volta con duemila partecipanti al via, i fondi destinati alla Fondazione Salesi Onlus con la mascotte “Salesino” sul percorso, ed al CVM, Comunità Volontari per il Mondo; ed il ricordo, all’avvio, del ciclista Michele Scarponi e del prof. Romano Tordelli ai quali è stato dedicato il minuto di silenzio.

Numana – Conero Running 2018, il vincitore Joash Kipruto Koech al traguardo

Nella Mezza Maratona Competitiva Nazionale sulla distanza dei 21,097 Km, ha vinto come da pronostico il keniano Joash Kipruto Koech, classe ’84, tesserato per l’Atletica Potenza Picena che ha dominato la gara con il tempo di 1’09’54, precedendo Gianmarco Scacchia della Collection Atl. San Benedetto, primo degli italiani. Al terzo posto assoluto Rossano Costantini dell’Atl. Potenza Picena.

Nella gara femminile ha vinto un’altra keniana Vivian Jerop Kemboi dell’Atl. Saluzzo, al secondo posto la sambenedettese Marcella Mancini, ex nazionale di maratona che corre per il Marà Avis Marathon ed al terzo Silvia Luna del Grottini Team.

L’evento, oltre al notevole valore sportivo e sociale, ha consentito di mostrare la Riviera del Conero anche agli atleti provenienti da tutta Italia. Accanto a loro il popolo dei corridori della domenica che, sul percorso chiuso e vigilato grazie a volontari della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine, hanno messo alla prova la propria voglia di divertirsi, misurarsi, saper soffrire.

Numana – Conero Running 2018, la partenza

Nella Conero Ten, corsa non competitiva sul percorso di 10,8 Km, il più veloce è stato Carlo Paoletti dell’Atletica Potenza Picena. La gara ha percorso la parte iniziale e quella conclusiva della mezza maratona mentre la Mini Conero, corsa non competitiva di 4 Km aperta a tutti, soprattutto famiglie, si è corsa interamente nel territorio di Numana.

Hanno partecipato anche i piccoli studenti che si sono cimentati nella Conero School Running, la corsa dedicata al mondo delle scuole.

La Conero Running, gara nazionale Fidal, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Numana con la partnership di Regione Marche, Comuni di Loreto, Recanati e Porto Recanati, Coni Marche, Parco del Conero, Associazione Riviera del Conero, e Rotary Club Ancona 25-35.

«Un grande successo di partecipanti e tutto è andato benissimo – ha detto Andrea Carpineti che ha coordinato l’organizzazione – La giornata splendida ci ha aiutato. La cosa più bella siete voi che siete qua e tanti bambini – ha aggiunto – compresi gli Insuperabili che hanno aperto la corsa partendo qualche minuto prima dei 2.000 iscritti. Voglio sempre di più una Conero Running con l’aspetto di solidarietà protagonista e non solo l’aspetto agonistico che comunque è molto importante e che quest’anno è stato esaltato dalla presenza di Koech».

Numana – Conero Running 2018, gli insuperabili

La Conero Running, gara nazionale Fidal, quest’anno è stata anche Campionato regionale individuale master. Un euro della quota di iscrizione è stato devoluto alla Fondazione Salesi Onlus ed a CVM – Comunità Volontari per il Mondo.

Presente anche la Delegazione del Comune di Bussolengo (VR), gemellato con Numana, guidata dal sindaco Maria Paola Boscaini. Soddisfatto anche il presidente della Fidal Marche Giuseppe Scorzoso: «Una gara molto ben organizzata in un panorama molto ricco di appuntamenti. Giornata splendida e tutto è andato per il meglio, quindi mi complimento con l’Atletica Recanati per essere capace di far crescere ogni anno questa iniziativa».

Al parterre anche Roberto Tordelli, fratello di Romano Tordelli alla cui memoria è stata dedicata questa gara: «L’Atletica Recanati ha fatto un grande gesto dedicando la gara a mio fratello Romano che ha dato tanto all’atletica e che avrebbe certamente apprezzato molto questa edizione».

Questa la classifica con l’assegnazione dei riconoscimenti ai primi 5 classificati:

maschile

S18-34/: Mattia Rombini, Sina Ghorbanalirab, Lorenzo Felici, Edoardo Pecci, Edoardo Mincarelli

S35/: Daniele Bombardi, Giampero Colangelo, Alessandro Ferracuti, Lorenzo Papa, Mariano De Angelis

S40/: Michele Martufi, Marius Moldovan, Mirko Cruciani, Stefano Marsili, Enrico Tesei

S45/: Rachid Hallabou, Vincenzo Moniaci, Angelo Recchi, Manolo Giovannetti, Alessandro Marilungo

S50/: Giuseppe Localzo, Daniele Sperindei, Davide Vitali, Giuseppe Giorgi, Roberto Elisei

S55/: Doriano Bianchi, Marco Leone, Giuliano Mengarelli, Ermes Marilungo, Giancarlo Angelini

S60/: Stefano Rascioni, Stefano Tonelli, Andrea Aieta, Gianfranco Pesaresi, Giampiero Alessiani

S65 e oltre: Pasquale Iezzi, Fulvio Esposito, Nazzareno Verdenelli, Sergio Franconi, Mariano Capponi

femminile

S18-34/: Cristina Crioli, Gaia Silvestrini, Beatrice Scrilatti

S35/: Giuseppina Piccaluga, Rossella Cerretani, Pamela Mariani, Cecilia Peroni, Silvia Ranalli

S40/: Laura Campelli, Mara Maracci, Antonella Brocchi, Rachele Giordani, Gabriella Amici

S45/: Marilena Cesarini, Barbara Cimmarusti, Patrizia Politano, Isabella Ricci, Debora Bertini

S50/: Maria Cristina Conti, Francesca Frulla, Rita Squarcia, Ornella Epifani, Caterina Traini

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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