Conero Running: nell’edizione da record vince la solidarietà ed il ricordo di Michele Scarponi

Luigi Gramaccini dell'Atletica Potenza Picena vince la gara in 1.12'.01''

Numana  – La gara, il divertimento ma anche la solidarietà. La Conero Running ha vinto ancora una volta con 2100 partecipanti al via, i fondi destinati alla Fondazione Salesi Onlus con la mascotte “Salesino” sul percorso, ed il ricordo, all’avvio, del ciclista Michele Scarponi ricordato con il minuto di silenzio ed uno striscione portato dall’Atletica Filottrano che ha corso con il lutto sulla canotta.

Luigi Gramaccini dell'Atletica Potenza Picena taglia vittorioso il traguardo dell'edizione 2017 della Conero Running
Luigi Gramaccini dell’Atletica Potenza Picena taglia vittorioso il traguardo dell’edizione 2017 della Conero Running

Nella Mezza Maratona Competitiva Nazionale sulla distanza dei 21,097 Km ha vinto Luigi Gramaccini dell’Atletica Potenza Picena che ha preceduto Giovanni Moretti, Luigi Del Buono, Christian Carboni, Luigi Listorti.

«Sono davvero felice anche perché ho fatto qui il mio primato personale» ha detto all’arrivo Gramaccini.

Vincitrice della gara femminile Denise Tappatà della Sef Stamura davanti a Cristina Marzioni dell’Atletica Potenza Picena e Silvia Luna del Grottini Team di Recanati, Elisa Mezzelani e Valentina Vispo.

L’evento, oltre che di notevole valore sportivo e sociale, ha consentito di mostrare la Riviera del Conero agli atleti provenienti da tutta Italia: da Castrovillari a Bergamo, Brescia, Cesenatico, oltre alle tante parti della Regione Marche.

Al via anche uno statunitense, un iraniano ed un peruviano. Accanto a loro il popolo dei corridori della domenica che, sul percorso chiuso e vigilato grazie a volontari della Protezione civile e delle Forze dell’ordine, hanno messo alla prova la propria voglia di divertirsi, misurarsi, saper soffrire.

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Nella Conero Ten, corsa non competitiva sul percorso di 10,8 Km con al via anche il vice sindaco di Numana Gabriele Calducci, il più veloce è stato Luca Carestia del Grottini Team. La gara ha percorso la parte iniziale e quella conclusiva della mezza maratona mentre la Mini Conero, corsa non competitiva di 4 Km aperta a tutti, soprattutto famiglie, si è corsa interamente nel territorio di Numana.

Tra le novità dell’edizione 2017 anche la collaborazione con il Rotary Club Ancona 25-35 ed il Rotary Club Macerata la cui Rotary Running, pur essendo riservata ai rotariani e la quota di partecipazione devoluta ad uno dei progetti del Distretto 2090, è stata inglobata negli eventi della Conero Running.

Hanno partecipato anche i piccoli studenti che si sono cimentati nella Conero School Running, la corsa dedicata al mondo delle scuole.

La Conero Running, gara nazionale Fidal, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Numana con la partnership di Regione Marche, Comuni di Loreto, Recanati e Porto Recanati, Coni Marche, Parco del Conero, Associazione Riviera del Conero, e Rotary Club Ancona 25-35 e Rotary Club Macerata

La conferenza di presentazione della corsa
Andrea Carpineti alla conferenza di presentazione della corsa

«Un grande successo di partecipanti e tutto è andato benissimo – ha esordito uno stanco ma felice Andrea Carpineti, vice presidente dell’Atletica Recanati Asd e curatore della 7ª edizione della Conero Running – Ci siamo resi subito conto che la risposta in termini di entusiasmo sarebbe stata ottima e, con il sole che è tornato a fare capolino sulla Riviera del Conero, tanti si sono presentati al via anche della Conero Ten e della Mini Conero dopo i 500 già iscrittisi alla Mezza Maratona. Il ringraziamento – ha concluso Carpineti – va a tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione ed al successo dell’iniziativa che è stata un evento sportivo ma anche e soprattutto una grande festa, e a tutti quelli che hanno voluto fortemente la realizzazione dell’evento. Oltre, ovviamente, a coloro che ci hanno scelto ed hanno fatto tanta strada per arrivare nella Riviera del Conero».

La classifica con l’assegnazione dei riconoscimenti ai primi 5 classificati nelle due categorie, maschili e femminili

S18-34/: Giuseppe Montano, Mattia Santarelli, David Marcantoni, Massimiliano Duca, Ion Anghel

S35/: Giampiero Colangelo, Cristian Brunori, Daniele Bombardi, Paolo Pelagrilli, Luca Landi

S40/: Christian Conti, Angelo Amoroso, Dario Marchini, Cristiano Porfiri, Giuseppe Morganti

S45/: Alessandro Gasparri, Paolo Battistoni, Gianni Mitillo, Giovanni Cecati, Luca Verducci

S50/: Walter Maltoni, Gianfranco Discepoli, Carlo Cimini, Sandro Accattoli, Enrico Ribichini

S55/: Michele Gissi, Alessandro Berini, Francesco Liguori, Stafano Binci, Alberto Gentili

S60/: Gianfranco Pesaresi, Mauro Mengarelli, Gianfranco Ciarallo, Luigi Aieta, Stefano Mengarelli

S65 e oltre: Gabriele Nigro, Mario Catani, Valentino Carbonari, Giovanni Baldassari, Nazzareno Verdenelli.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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