Conero Running: Auciello si laurea Campione Italiano di Mezza Maratona

Assegnato a Numana il tricolore individuale Master. Quasi mille i partenti

Numana, 25 aprile 2022 – È stata una grande festa dello sport e dell’atletica e una grande vetrina per tutta la Riviera del Conero, l’edizione 2022 della Conero Running corsa ieri a Numana. Unanime il coro di consensi nei confronti dell’organizzazione della decima Conero Running memorial Romano Tordelli da parte del Grottini Team Recanati che quest’anno, per la prima volta nella sua storia, ha assegnato il tricolore.

A vincere il titolo assoluto per gli uomini è stato l’atleta calabrese Giovanni Auciello in 1.07.27, che sul traguardo ha preceduto Joachin Nshimirirama e il keniano Mike Kipruto. Primo dei marchigiani Dario Santoro dell’Atletica Potenza Picena che ha chiuso al quinto posto. Bella la gara con i due battuti che hanno cercato di allungare e staccare Auciello, che però nel finale ha trovato l’allungo vincente resistendo al rientro degli inseguitori, giunti al traguardo con un ritardo rispettivamente di 4 e 9 secondi.

Numana – Il podio maschile della Conero Running 2022

Tra le donne si è imposta la keniana Lenah Lerotich con il tempo di 1.13.45 precedendo la connazionale Kabergei e Simona Santini.

Importanti i numeri dell’evento sportivo: oltre 1.000 iscritti, 940 partenti e 930 che hanno concluso la gara entro il tempo limite di due ore e trenta minuti. Perfetta l’organizzazione del Grottini Team Recanati, nonostante nella notte il forte vento abbia danneggiato parte dell’allestimento e costretto l’organizzatore Andrea Carpineti e tutti i generosi volontari ad interventi tempestivi. La Conero Running ha ribadito il binomio tra sport e solidarietà devolvendo la cifra di 1.300,00 euro alla Fondazione Salesi Onlus per l’acquisto di un ecografo.

«Siamo veramente felici che tutto sia andato per il meglio, che in tantissimi abbiano partecipato, circa il doppio rispetto ai nostri numeri abituali per la sola distanza della mezza maratona – ha detto Andrea Carpineti, vice presidente del Grottini Team Recanati – e l’auspicio è che tutti tornino anche per la nostra prossima edizione».

Numana – La partenza della Conero Running 2022

L’aspetto turistico della manifestazione è stato rimarcato dal vicesindaco di Numana Gabriele Calducci che ha ricordato come: «la nostra stagione degli eventi sportivi si apra sempre con la Conero Running e anche quest’anno è così. Ringrazio gli organizzatori per l’ottimo lavoro e per aver portato tante persone ad apprezzare la bellezza del nostro lungomare».

Gli iscritti sono giunti da ogni parte d’Italia convinti dall’appuntamento sportivo dell’assegnazione del tricolore e dalla voglia di tornare a correre dopo la pandemia. Gran parte della corsa si è svolta all’interno del Parco del Conero il cui presidente, Daniele Silvetti, ha dichiarato: «Questo evento sportivo è un’importante vetrina per il territorio, e lo sport è un grande veicolo di promozione della tutela dell’ambiente e del rispetto della natura. Patrocinare l’iniziativa è stata una grande occasione di visibilità e si inserisce nel ricco programma di eventi che ci accompagneranno per tutta l’estate».

Appuntamento quindi all’anno prossimo. «La Conero Running è una creatura dell’Atletica Recanati che si è fusa con il nostro Grottini Team per creare un unico soggetto che ha numeri molto importanti – ha ricordato il presidente della società Paolo Bravie siamo entusiasti di questo evento al quale abbiamo lavorato con impegno e passione grazie all’aiuto di tanti appassionati e superando anche qualche imprevisto legato al meteo. L’anno prossimo riproporremo la mezza maratona ma anche le distanze non competitive di 10 e 4 chilometri così da coinvolgere sempre più persone e amatori».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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