Volley, la festa Lardini per un’annata fantastica

Al PalaGalizia oltre cinquecento tifosi

Filottrano. Una serata di applausi. Di riconoscimenti, di premiazioni. Di complimenti per una Lardini Filottrano che ha entusiasmato tutti nella recente stagione. Cogliendo una splendida doppietta: prima con la conquista della Coppa Italia di A2 femminile e poi, il 15 aprile, alla vigilia di Pasqua, ecco la promozione in A1 colta a Caserta nell’ultima giornata vincendo il campionato.

Foto di gruppo di tutto l’entourage Lardini durante i festeggiamenti per la conquista dell’A1

A quasi un mese di distanza la festa. Al PalaGalizia si sono presentati in oltre cinquecento. Posticipata per la tragedia di Michele Scarponi che ha colpito l’intera comunità filottranese. Venerdì al PalaGalizia la serata si è aperta proprio con il ricordo del campione di ciclismo. Per lui un lungo applauso, il coro ”Michele uno di noi”, una foto nel maxischermo.

Lo hanno ricordato i massimi dirigenti della Pallavolo Filottrano, Giovanni Morresi e Renzo Gobbi, il conduttore della serata Piergiorgio Severini, giornalista Rai, ma anche il sindaco di Filottrano Lauretta Giulioni: «una grande ferita che non possiamo nascondere».

Michele Scarponi, il campione filottranese di ciclismo recentemente deceduto per incidente stradale.

Dopo il doveroso ricordo di Scarponi è iniziata la festa Lardini con un video e l’entrata all’americana delle protagoniste della promozione. «Voglio vedervi vincere anche in A1» dice il primo cittadino filottranese.

«Ragazze fantastiche» aggiunge Lorena Lardini, main sponsor della squadra. Sogna lo scudetto Luigi Lardini: «magari fra due anni, anche se la realtà è più difficile».

Applausi per tutti alla festa del PalaGalizia

Per ora tutta la Filottrano del volley si gode il gran momento e applaude e osanna coach Massimo Bellano, uno degli artefici principali della promozione che ha salutato tutti approdando al Club Italia.

Ieri però ha presentato con un aggettivo a una a una le ragazze filottranesi (eccetto le straniere Vanzurova e Scuka assenti per impegni all’estero, ma che hanno inviato comunque un video messaggio), premiate dalla Lega Pallavolo (presente il vicepresidente Massimo Boselli Botturi), e dalla società. Premi anche alle autorità presenti, ma anche ai capi tifosi della Curva Lardini.

Festa anche sugli spalti fra i correttissimi tifosi Lardini

Belle le parole del presidente del Coni Marche Fabio Luna. «Per una comunità piccola vincere quello che ha vinto la Pallavolo Filottrano è segno di competenza, serietà e professionalità. Tutto questo servirebbe a città importanti. La Lardini è un orgoglio di tutta la Valmusone e di tutta la regione. Sono delle atlete brave e bellissime. E poi i tifosi. Un tifo sempre positivo, un qualcosa che mi ha veramente emozionato».

Nel finale della serata è salito sul palco anche il nuovo coach filottranese Alessandro Beltrami. Stretta di mano con coach Massimo Bellano. Quasi un passaggio di testimone.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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