Volley Filottrano – Test e seduta pesi: la Lardini inizia subito a sudare

Prime fatiche senza palla per la prima volta in A1

Filottrano – Appena il tempo per augurarsi “buon viaggio” e poi subito al lavoro. La Lardini si è ritrovata nel pomeriggio al PalaGalizia di Filottrano per dare ufficialmente il via alla stagione 2017/2018 e affrontare il percorso di preparazione alla sua prima volta in serie A1.

Salutata dai vertici societari, la squadra si è immediatamente messa a disposizione del tecnico Alessandro Beltrami e del suo staff: il vice coach Marco Amiens, il terzo allenatore Davide Persico, il preparatore fisico Marco Sesia, i fisioterapisti Ilaria Barontini e Claudio Riccobono.

Filottrano – Ilaria Barontini e Claudio Riccobono con il presidente onorario della Pallavolo Filottrano Giovanni Morresi

Otto le giocatrici impegnate nei test antropometrici e nella prima seduta pesi stagionale: Beatrice Agrifoglio, Francesca Bosio, Asia Cogliandro, Federica Feliziani, Nicole Gamba, Sara Hutinski, Alessia Mazzaro e Giulia Melli. Al gruppo domani si aggregherà la statunitense Annie Mitchem, sabato sarà la volta di Chiara Negrini. La nuova Lardini si completerà poi con gli arrivi della slovena Lana Scuka e della polacca Berenika Tomsia, impegnate a settembre con le proprie nazionali rispettivamente nei Mondiali under 23 e negli Europei.

Filottrano – Marco Sesia, preparatore atletico della Lardini

Queste prime settimane serviranno per conoscerci e ritrovare la miglior forma dopo il lungo periodo di stop, sebbene molte atlete abbiano affrontato in estate un programma di lavoro individuale”, ha sottolineato il preparatore fisico Marco Sesia. Il piano di lavoro prevede sala pesi, piscina e allenamenti sulla sabbia. “In questo momento lasciamo il pallone un po’ in disparte. In questa fase della preparazione cerchiamo di mettere fieno in cascina in vista di un campionato di A1 molto più impegnativo dal punto di vista fisico rispetto alla serie A2”.

Nel programma di domani le visite medico-sportive e due sedute di allenamento, in sala pesi al PalaBaldinelli la mattina e sulla sabbia della Bcc Arena di beach volley a Filottrano nel pomeriggio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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