Volley A1/F – Berenika Tomsia è già a Filottrano, da ieri al lavoro

Ha rinunciato agli Europei per prepararsi al meglio

FilottranoBerenika Tomsia ha decisamente anticipato i tempi ed è arrivata a Filottrano. L’opposta polacca ha scelto di rinunciare agli Europei per poter preparare al meglio la sua prima stagione con la maglia della Lardini.

Filottrano – coach Alessandro Beltrami, Berenika Tomsia e il diesse Mauro Carloni

Da ieri la Tomsia ha iniziato a lavorare con le sue nuove compagne di squadra. Al completamento del roster a disposizione di coach Alessandro Beltrami manca ora solo Lana Scuka, il cui arrivo è previsto dopo il campionato del mondo under 23 in programma a Lubiana dal 10 al 17 settembre.

Sul fronte delle sponsorizzazioni da segnalare l’ingresso di Estra Prometeo nella compagine degli sponsor della Lardini volley. Il marchio dell’azienda, che opera nella vendita al dettaglio di gas naturale ed energia elettrica e che detiene nelle Marche una quota di mercato di circa il 25% ed una quota nell’area del medio adriatico superiore al 12%, comparirà sulla maglia con cui la formazione filottranese affronterà la sua prima stagione in serie A1.

«Ancora una volta Estra Prometeo si dimostra attenta e sensibile nel sostenere iniziative di qualità in ambito sociale, culturale e sportivo – sottolinea l’amministratore delegato di Estra Prometeo, Francesco VernianiLa decisione di appoggiare la squadra di volley di Filottrano ci è venuta naturale e segue esattamente questa volontà di essere presenti sul territorio, in questo caso a fianco della realtà più importante dal punto di vista sportivo della provincia di Ancona».

il presidente della Pallavolo Filottrano, Renzo Gobbi, ha accolto entusiasta il nuovo sponsor: «L’ingresso nel nostro parco sponsor di una realtà di livello nazionale come Estra, con il suo brand Prometeo (già apprezzato sul territorio ed in grande crescita) è per noi un grande risultato – ammette – Voglio ringraziare l’amministratore delegato Francesco Verniani perché ci ha subito voluto sostenere, divenendo “sponsor di maglia” e regalandoci grande entusiasmo».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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