US Ancona, sopralluogo a Passo Varano per il nuovo Centro sportivo

Lavori allo Stadio Del Conero: nuovi seggiolini, restyling spogliatoi e area hospitality

Ancona, 15 luglio 2022 – Nei giorni scorsi si è tenuto un sopralluogo a Passo Varano, nell’area in cui il presidente Tony Tiong vorrebbe costruire il Centro sportivo per consentire all’U.S. Ancona di avere la propria casa.

Al summit erano presenti gli ingegneri Moretti (Comune di Ancona) e Renzi (in rappresentanza della società). Attualmente la zona ha bisogno di essere bonificata, successivamente si potrà effettuare un rilievo topografico.

da sx, Mauro Canil, Andrea Guidotti assessore allo Sport del Comune di Ancona, la ds Roberta Nocelli, il patron dell’Us Ancona Tony Tiong

Nel frattempo, è stata avviata la procedura che porterà alla pubblicazione del bando per l’acquisizione dei terreni in oggetto. «Siamo veramente soddisfatti per come si sta muovendo la macchina comunale – ha detto l’amministratore delegato Roberto Ripache è in piena sintonia con il nostro tecnico di fiducia, l’ingegner Renzi».

Soddisfatta per come stanno andando le cose anche l’ad Roberta Nocelli: «Ho letto anche della pubblicazione della gara per la sostituzione dei seggiolini nei settori dello Stadio del Conero – ha commentato – Un’altra promessa mantenuta dall’Amministrazione comunale. Ma anche il club farà la sua parte: miglioreremo gli spogliatoi, attraverso l’acquisto degli armadi per i calciatori con la riverniciatura delle pareti. Inoltre, rinnoveremo l’area hospitality della Tribuna così da rendere più accogliente l’arrivo dei nostri ospiti e partner. Ancona è il capoluogo della Regione Marche e l’U.S. Ancona, a piccoli passi, di concerto e con il supporto imprescindibile di tutti coloro che si stanno adoperando, sta cercando di dare un segnale importante per l’oggi ma soprattutto per il futuro».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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