Torna Coni ragazzi, per uno sport gratuito e accessibile a tutti

Nelle Marche quest’anno il programma è rivolto anche ai ragazzi sfollati a causa del terremoto

Ancona. Dopo il successo dello scorso anno, riparte Coni Ragazzi, il progetto che punta a rendere davvero accessibile lo sport ai più giovani, soprattutto a coloro che appartengono a famiglie meno agiate o abitano in realtà a rischio di disagio sociale.

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Alla sua seconda edizione, Coni Ragazzi nelle Marche amplia il suo raggio d’azione. Se lo scorso anno si era rivolto solo a quattro comuni della regione (Ancona, Grottammare, Civitanova Marche e Corridonia), quest’anno si rivolge a 36 realtà, in particolare a quelle che ospitano i ragazzi sfollati dai territori colpiti dal terremoto, affinché l’attività sportiva sia garantita anche a loro.

Per 19 settimane, bambini di età compresa tra i 5 ed i 13 anni, che fanno parte di famiglie non abbienti o residenti in quartieri cittadini a rischio di disagio sociale o evacuati dai comuni danneggiati dal sisma e ospiti delle realtà marchigiane lontane dall’emergenza, potranno praticare gratuitamente sport per 2 ore a settimana. È così che il Coni, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero della Salute, afferma ancora una volta il diritto allo sport. Un diritto universale e del quale, dunque, nessuno può essere privato, soprattutto i più piccoli e soprattutto per motivi economici.

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Perché sport significa tutela della salute e sviluppo del benessere psico-fisico ed in questo momento, per i ragazzi di questa regione, anche tentare di tornare alla normalità, di superare le difficoltà e sentirsi parte di una comunità. Ecco perché il Coni Marche, d’intesa con quella nazionale, ha allargato il progetto alle società ed associazioni sportive delle cittadine marchigiane che hanno accolto gli sfollati dei comuni vittime degli eventi sismici dei mesi scorsi.

Ecco dunque l’elenco dei comuni

Per la provincia di Ancona: Ancona, Arcevia, Castelfidardo, Fabriano, Loreto, Numana, Sassoferrato, Senigallia, Sirolo.

Provincia di Ascoli Piceno: Ascoli Piceno, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Grottammare, Monteprandone, San Benedetto del Tronto.

Provincia di Fermo: Amandola, Fermo, Monterubbiano, Petritoli, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio.

Provincia di Macerata: Camerino, Cingoli, Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Matelica, Monte San Giusto, Morrovalle, Porto Recanati, Potenza Picena, Sarnano, Tolentino.

Le città di Pesaro e Urbino per la provincia di Pesaro-Urbino.

Il primo step del progetto riguarda la candidatura delle società ed associazioni sportive del territorio che intendono prendere parte a Coni Ragazzi. Il bando di selezione sarà aperto fino al 16 dicembre prossimo. Si accede tramite la piattaforma http://area.coniragazzi.it. Entro 5 giorni dalla chiusura della procedura di selezione, il Coni fornirà l’elenco della società ed associazioni idonee.

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A questo punto si aprirà la seconda fase del progetto che vedrà la raccolta delle domande delle famiglie per l’iscrizione dei ragazzi al programma sportivo, che prevede attività motoria di base per i bambini dai 5 agli 8 anni e attività polivalente, pre-sportiva e sportiva per i bambini dai 9 ai 13 anni. Il tutto completamente gratuito per i genitori dei ragazzi. Il progetto è rivolto anche ai disabili per i quali le società ed associazioni sportive oltre ai propri tecnici ed alle proprie strutture, metteranno a disposizione un operatore di sostegno.

Non solo allenamenti, i partecipanti a Coni Ragazzi seguiranno anche una campagna informativa sui corretti stili di vita, veicolata nelle scuole ed attraverso eventi creati ad hoc dal Coni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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