Torino: inusuale corsa podistica all’interno della Fiat di Mirafiori

TORINO Una mini maratona in catena di montaggio. Si è corsa domenica a Torino per festeggiare i 10 anni del “Mirafiori Motor Village”. E’ il più grande spazio espositivo e commerciale d’Italia. E’ stato pensato 10 anni fa, non come semplice concessionaria d’auto, ma soprattutto come luogo di ritrovo. E così è stato domenica.

La palazzina uffici della Fiat Mirafiori in Corso Agnelli
La palazzina uffici della Fiat Mirafiori in Corso Agnelli

Al via, dato proprio dal Motor Village, hanno preso parte 2.500 persone tra atleti e amatori. Su di un percorso di 8 km, i runner sono entrati in fabbrica,  hanno calcato la storica pista di collaudo dello stabilimento Fiat di corso Agnelli e altri reparti della produzione. La pista veniva utilizzata in passato per testare i nuovi modelli, appena usciti dalla linea.

Simone Petracchia del Val Varaita è stato il primo corridore a tagliare il traguardo, una volta uscito dalla mitica porta 7 testimone muta delle battaglie sindacali degli anni ‘80.

La fiumana di "runner" all'ingresso 3 dello stabilimento Fiat Mirafiori
La fiumana di “runner” all’ingresso 3 dello stabilimento Fiat Mirafiori

Per la città, è forse anche il primo vincitore di una corsa podistica in fabbrica, se si escludono le tante “maratone”vissute dagli operai durante le estenuanti trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro. Ma questa è una storia che appartiene ormai ad un lontano passato.

Con le quote d’iscrizione sono stati raccolti  oltre 10.000 euro. Saranno consegnati alla Fondazione “Forma” dell’ospedale infantile Regina Margherita. Verranno investiti nel progetto “Onda su onda”, concentrato sul monitoraggio neurofisiologico dei bambini in terapia intensiva.

 

di Riccardo Marchina


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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