Tony Tiong è il nuovo proprietario dell’Ancona Matelica

Il grande affetto di Roberta Nocelli verso i tifosi: “Spero di esservi entrata nel cuore e di rimanerci per sempre”

Ancona, 15 aprile 2022 – Nella nottata di ieri, al termine della gara vittoriosa con il Teramo, sono intervenuti in sala stampa Tony Tiong, Mauro Canil, Roberta Nocelli, Roberto Ripa e Antonio Postacchini per ufficializzare l’avvenuto closing.

«Potrebbe forse essere uno dei giorni più brutti della mia vita ma oggi è anche una giornata importante per l’Ancona – ha esordito Mauro Canil – Abbiamo dato seguito a quello che avevamo comunicato durante la conferenza stampa dei giorni scorsi, concludendo l’operazione con Tony Tiong che è diventato proprietario del 95% delle quote. Sono sicuro che la Società è in buone mani. Io rimarrò con Roberta Nocelli a dare continuità, sarò sempre al fianco di Tony per cercare di fare ancora meglio di quello che siamo riusciti a fare fino ad ora. Sono veramente convinto che abbiamo fatto una scelta importante e giusta. Tony è un appassionato di sport e di calcio ed è venuto in Italia con l’intenzione di fare molto bene. Noi dovremo assisterlo e aiutarlo il più possibile in questo cammino che dovrà essere importante per questa città e questo nostro territorio a cui vogliamo molto bene».

Ancona – da sx: Antonio Postacchini, Roberto Ripa, Tony Tiong, Mauro Canil, Roberta Nocelli all’annuncio dell’avvenuto closing

Dal canto suo, il neopresidente Tony Tiong: «Sono contento di essere qui e di avere concluso l’operazione. Stiamo iniziando a guardare per il futuro, ma prima siamo felici per la vittoria di stasera».

Roberto Ripa: «Ringraziamo Mauro Canil e Roberta Nocelli per averci permesso di entrare in questa famiglia. Siamo pronti a dare il nostro contributo per far sì che le cose possano migliorare».

Il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Ancona Matelica sarà così formato:

  • Tony Tiong sarà il proprietario al 95% e il presidente del Consiglio di Amministrazione.
  • Mauro Canil oltre ad avere il 5% avrà la carica di presidente onorario.
  • Roberta Nocelli, Roberto Ripa e Antonio Postacchini saranno i consiglieri di amministrazione.
  • Roberta Nocelli e Roberto Ripa saranno i due amministratori delegati.

Nocelli: “Spero di esservi entrata nel cuore e di rimanerci per sempre”

Struggente e lucida al contempo, la nota ufficializzata dal neoamministratore delegato Roberta Nocelli rivolta ai tifosi dell’Ancona. La riportiamo di seguito integralmente, ne vale davvero la pena.

«Da dove cominciamo? Io direi da quando sono arrivata qui ad Ancona. Era il 14 giugno 2021, un lunedì mattina già caldo. Ho conosciuto per la prima volta l’assessore Andrea Guidotti, i tecnici Capannelli e Moretti del Comune di Ancona. Un’ora e mezza con carte alla mano per capire se avessimo potuto o meno giocare allo stadio Del Conero ed iniziare questa nuova grande avventura che prevedeva la rinascita dell’Ancona. Ore 10.30 prima telefonata a Marta Bitti per chiederle di fare un comunicato dove sarebbe stato ufficializzato che Mauro Canil e Roberta Nocelli avevano incontrato appunto l’Amministrazione per esplorare questa possibilità. Una lotta contro il tempo per rispettare i termini dell’iscrizione al campionato che scadeva il 21 giugno.

Al centro, Roberta Nocelli con i giocatori dorici prima del fischio d’inizio di Ancona Matelica-Teramo

Giorno 15 giugno, Mole Vanvitelliana, raccogliamo il favore della piazza per procedere al cambio nome e a mettere il Cavaliere Armato sul petto. Inizia la storia dell’Ancona-Matelica. Vivo dieci mesi e mezzo di continuo impegno, lavoro, sacrifici e tanto, tanto entusiasmo. Sono la prima presidentessa donna di questa società. Come fai a non innamorarti del popolo anconetano? Impossibile! Un popolo fiero di un’antica città di mare, orgoglioso, passionale, qualche volta anche duro, ma sempre trasparente e onesto. Passano i mesi e sul campo conquistiamo, tutti insieme, noi & voi, prima la salvezza e poi i playoff. Ma non c’è solo questo. Abbiamo costruito un settore giovanile completamente da zero, un lavoro che coinvolge più di 500 persone.

Oggi, dopo quattro mesi di riunioni, di tavoli condotti egregiamente da persone serie e determinate a volere sopra ogni cosa il bene dell’Ancona, mi trovo ancora qui. Ci siamo ripresentati alla Mole Vanvitelliana per spiegare cosa sarebbe stato del futuro, sempre con chiarezza e coerenza. Che dire? Anche questa volta abbiamo riscosso la fiducia, questo sì che rappresenta un passaggio di enorme valore. Ieri mattina c’è stato il passaggio ufficiale delle quote di Mauro Canil a Tony Tiong, un momento particolarmente toccante per quanto fatto e per quello che ci apprestiamo a fare. Non sono più la presidentessa di questa società perché da ieri lo è Tony Tiong. Mi hanno confermato prima nel ruolo di direttore generale, poi mi hanno voluto nel CdA ed infine mi hanno indicato come uno dei due amministratori delegati della società insieme a Roberto Ripa. Penso che questo passaggio per nulla scontato ma soprattutto non dovuto, sia una grande anzi grandissima dimostrazione di fiducia.

A Mauro Canil dico grazie, grazie di essere Mauro Canil, quell’uomo integro, spesso integerrimo, solitario, uomo lungimirante. Un uomo del futuro, con la capacità di fare un passo indietro rispetto ad una sua creatura che è cresciuta per tanti anni nel segno della serietà e del rispetto, per fare spazio al bene dell’Ancona. A voi tifosi, i miei tifosi, quelli che mi hanno accolto con tanto affetto, stima e rispetto, dico che lavorerò sempre, insieme agli altri, per vedere sbocciare questo fiore autentico, unico che è l’Ancona. Mi sono innamorata di voi, questo è tutto, questa è Roberta senza il senso della misura, quella che dà tutto. Spero davvero di esservi entrata nel cuore e rimanerci per sempre».

Roberta Nocelli

La redazione di Corriere del Conero (al di là d’ogni schieramento o bandiera), certa d’interpretare il comune sentimento di tutti i tifosi dorici, plaude alle bellissime parole espresse dalla Nocelli e si sente in dovere di ringraziarla pubblicamente per l’impegno, la tenacia, la competenza, la professionalità e il grandissimo cuore messo ogni giorno al servizio di Ancona, che sia la società di calcio e/o la città. Grazie, Roberta!    

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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