Splende il sole sulla Eurosped NumanaBlu Conero

Pallavolo femminile serie B2 girone F

EUROSPED NUMANABLU CONERO – TERMOFORGIA CASTELBELLINO 3 – 1

PUNTEGGIO: 25-22; 25-20; 17-25; 25-17

Ancona – Una Conero praticamente perfetta si regala una giornata da leoni, nel primo derby stagionale contro la quotata Castelbellino dell’ex Fusco. I tre punti conquistati in un PalaSabbatini, che ha ritrovato l’afflusso di pubblico che mancava da diversi anni, bissano quelli di domenica scorsa in terra toscana e proiettano le ragazze di Cerusico in testa alla classifica ma, soprattutto, più vicine all’obiettivo salvezza.

Avvio di match molto equilibrato con Angelini a smistare il gioco ed il muro a complicare la vita delle ospiti. Sul 20 pari sono le giovani griffate Eurosped NumanaBlu a fare la differenza e a consentire di incamerare il 1° set grazie all’ace della sempre positiva Canonico.

Timeout

L’onda positiva contagia anche l’avvio del successivo parziale con la Conero che prende vantaggio. Alessandrini è più coinvolta nel gioco d’attacco, Miecchi e Gasparroni non perdono di incisività. Coach Fusco cerca nella sua panchina soluzioni positive ma anche il 2° set va alle padrone di casa.

Avanti 2-0 e con 5 set vinti su 5 disputati, la Conero si ferma a riflettere sull’impresa che sta compiendo e rimane ai blocchi di partenza. Il vantaggio delle ospiti si fa largo 0-5 e poi 2-8. Coach Cerusico inserisce Nardi per Angelini e poi Baldoni per Miecchi ma Verdacchi è un’attaccante temibile e la Termoforgia chiude 17-25.

Stavolta l’inerzia sembra pendere a favore delle ospiti che ripartono forte salendo 1-5. Salvucci è in campo per Giuliodori il cui ginocchio convalescente ha bisogno di riposo. Il merito di Galuppi e compagne è di non scomporsi troppo, ricucendo il distacco un punto alla volta senza farsi prendere dalla frenesia e tornando a dare intensità e precisione al servizio.

La gioia delle ragazze della Eurosped NumanaBlu Conero

A quota 9 c’è il pareggio e poi la fuga sul turno in servizio di Alice Gasparroni. Il match è cambiato di nuovo e sorride decisamente alle ragazze del presidente Castracani che volano verso il successo nel tripudio del Palasabbatini.

Se lo staff tecnico voleva delle conferme alla prestazione della squadra dopo il successo all’esordio, di certo l’ha avute contro un avversario consistente. Quando anche Sara Giuliodori avrà ritrovato la forma migliore questa Eurosped NumanaBlu potrà dare fastidio anche alle big. Ora per la Conero due ostacoli importanti in fila. Sabato in toscana a Montespertoli e poi in casa con Corridonia ma la favola può continuare.

EUROSPED NUMANABLU CONERO: Baldoni 0, Alessandrini 15, Nardi 0, Galuppi (L), Giuliodori 4, Canonico 11, Miecchi 10, Angelini 6, Salvucci 0, Bordoni ne, Iannolo ne, Gasparroni 16. All. Cerusico

TERMOFORGIA CASTELBELLINO: Bassotti, Della Giovanpaola 4, Vescovi 3, Ciancio (L), Cerioni, Ciccolini 15, Crescini 4, Romagnoli, Carbonaro , Verdacchi 19, Pagliaroli, Casareale 12. All. Fusco

Arbitri: Cerigioni e Benigni

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi