Serie A2 – Pallamano Chiaravalle non basta il carattere contro Rubiera

Pallamano Chiaravalle- Secchia Rubiera  24 – 31 

(p.t. 13-18 )

Chiaravalle – Una coriacea Pallamano Chiaravalle disputa una prestazione di carattere contro il forte Rubiera nella terza giornata di ritorno nel campionato di serie A2 maschile.

Il 24 a 31 maturato sul parquet del Palasport chiaravallese non deve portare a facili conclusioni.

I ragazzi di coach Fradi hanno lottato e tenuto testa per tutti i sessanta minuti di gioco al sette ospite cedendo nelle fasi finali. Prova corale di buon livello, una organizzazione di gioco che ha mostrato progressi sia nella fase difensiva che nella costruzione delle azioni in attacco.

Pallamano Chiaravalle – Secchia Rubiera

Primo tempo sul punto a punto con Chiaravalle costretto a inseguire ma sempre in partita. Vantaggi contenuti in uno-due lunghezze con  Chiaravalle che è lì e ci crede: all’intervallo il tabellone segna 13-18 per Rubiera.

Un equilibrio che continua anche nella ripresa con Chiaravalle che prova di tutto ma non riesce a recuperare il distacco. Finale 24-31 per Rubiera meritato, ma la squadra biancoblu sul campo ha dimostrato di esserci.

Timeout del Chiaravalle

Soddisfatto al termine dell’incontro il vicepresidente chiaravallese Maltoni: “Sono molto contento della prova dei ragazzi, hanno messo il cuore sul campo, una prova di determinazione e gioco contro un avversario di qualità. Non era facile affrontare Rubiera – prosegue Maltoni nella disamina – dovendo peraltro rinunciare a due elementi importanti come Giombini infortunato, e capitan Braconi squalificato, elementi che sappiamo bene quanto siano importanti. Risultato a parte, sia io che la società tutta siamo contenti di quello visto e se giochiamo anche le prossime partite con questa mentalità credo che possiamo costruire qualcosa di buono e lottare per una salvezza che vale un campionato“.

Pallamano Chiaravalle: Ballabio, Molinelli, Tanfani 7, Rumori 5, Brutti 3, Ceresoli M., Ceresoli S.3, Evangelisti 1, Maltoni F., Vichi , Piombetti 4, Selimi 1. All. Fradi.

Risultati 3ª giornata – ritorno

CARRARA – POGGIBONSESE  20 – 21

AMBRA – MASSA MARITTIMA 38 – 43

MONTEPRANDONE – PARMA 24 – 34

BASTIA – FAENZA 19 – 36

CHIARAVALLE – SECCHIA RUBIERA 24 – 31

CAMERANO – RAPID NONANTOLA 23 – 30

Prossima giornata 4ª di ritorno

Secchia Rubiera – Monteprandone, Faenza – Carrara, Rapid Nonantola – Ambra, Massa marittima – Bastia, Poggibonsese – Parma, Camerano – Chiaravalle.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

© riproduzione riservata


link dell'articolo