Serena Rossini argento mondiale

La fiorettista anconetana l'ha colto in Bulgaria cinque giorni dopo il trionfo tricolore

Plovdiv. Un gran momento per Serena Rossini. In cinque giorni ha trionfato prima nel campionato italiano Under 23 a Foggia e poi è giunta seconda nel campionato Mondiale di Fioretto Cadetti e Giovani a Plovdiv, in Bulgaria.

Serena Rossini, a destra, abbraccia la sua maestra Giovanna Trillini
L’anconetana Serena Rossini, a destra, abbraccia la sua maestra Giovanna Trillini, del Club Scherma Jesi

Più forte dell’atleta anconetana, 18 anni, che si allena al Club Scherma Jesi, nella rassegna iridata, solo la giapponese Komaki Kikuchi che nell’ultimo atto l’ha superata per 15-8. «Una medaglia che mi da una soddisfazione immensa» racconta Rossini, alla seconda medaglia mondiale della sua giovane carriera.

Questa però ha un valore particolare. «Perché arriva dopo mesi sofferti. Dopo che a dicembre mi sono fratturata la caviglia e ho fatto i salti mortali per non saltare i campionati italiani e mondiali».

L’impegno e la volontà l’hanno ripagata con due podi. «La vittoria del tricolore under 23 mi è valsa la qualifica per i prossimi campionati europei di categoria che si terranno sempre in questo mese a Minsk. Salire sul podio al Mondiale è stato molto impegnativo. Perché nel cammino verso l’argento ho dovuto superare tanti ostacoli e atlete forti».

Serena Rossini, a sinistra, in piena azione
Serena Rossini, a sinistra, in piena azione a Plovdiv

La fiorettista della Fiamme Gialle – che si allena a Jesi con la maestra Giovanna Trillini – ha superato prima per 15-11 l’ungherese Kondricz, poi la polacca Beata Zurowska per 15-5 approdando ai quarti di finale dopo aver sconfitto per 15-11 la statunitense Sylvie Binder.

È nel terz’ultimo atto che Rossini da il meglio di sé, contro l’altra americana Sabrina Massialas. Più esperta della giovane dorica, più grande di lei di due anni, campionessa mondiale l’anno passato, ma Rossini senza timori reverenziali compie un gran capolavoro in rimonta impattando sull’11 pari nel tempo regolamentare, per poi piazzare la stoccata vincente nell’extratime approdando in semifinale dove ha la meglio sulla cinese Ali Huang per 14-12. Prima di abdicare proprio sul più bello contro la giapponese che non era tra le favorite della competizione.

«Sono strafelice e non posso che condividere questi momenti con tutti quelli che mi vogliono bene, tifano e aiutano. In primis e con tutto il cuore la mia maestra Giovanna (Trillini, ndr), che crede sempre in me e mi ha seguito fino in Bulgaria per starmi vicino».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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