Pugilato – Memorial Kachama Musasa a Torrette di Ancona

Organizzato dal Team Boxe Ancona sul ring allestito presso il pallone geodetico di Via Esino

Ancona, 25 aprile 2022 – Si è svolta a Torrette di Ancona la seconda edizione del Memorial “Kachama Musasa” in ricordo dell’ex pugile originario del Congo e anconetano di adozione, deceduto a 64 anni, il 23 aprile 2020 ad Ancona; pugile professionista nella categoria dei pesi welter, negli anni 80 si era battuto a Roma anche contro il famoso Nino La Rocca.

La manifestazione organizzata dalla società pugilistica Team Boxe Ancona si è disputata sul ring allestito presso il pallone geodetico di Via Esino, dove pugili élite coordinati dal tecnico Diego Pieroni si sono confrontati con atleti provenienti da diverse palestre delle Marche nonché dalla Romagna e dall’Umbria. Undici sono stati gli incontri, tutti di buon livello tecnico e agonistico.

Ancona – Canotta rossa Alex Iengo, blu Michele Fiorentini

In evidenza Alex Iengo della Team Boxe Ancona che si è confrontato con Michele Fiorentini della Cognetex Imola in un match molto avvincente; nel primo round l’anconetano, pur muovendosi senza sosta, subisce il pressing del rivale per poi rimontare alla seconda ripresa riuscendo anche a far contare l’avversario scosso da un suo energico gancio sferrato al volto. Con assidui assalti Iengo termina l’incontro e vince meritatamente ai punti.

Said Yacouba dell’Accademia Pugilistica 1923 vince di misura contro un mai domo Karimi Alì della Dorica 2006. Match molto equilibrato tra i due esperti pugili. L’ascolano ha sfruttato la sua maggiore statura e le sue più lunghe leve tentando di combattere sulla lunga distanza un avversario dotato di grande abilità difensiva, sempre pronto alla risposta, colpo su colpo, senza mai cedere un istante.

Ancona – Canotta rossa Alex Fiorentino, blu Michael Morini

Ottima la prestazione di Alex Fiorentino della Team Boxe Ancona che ha incrociato i guantoni con il perugino Michael Morini in un match intenso che ha visto l’anconetano emergere sin dalla prima ripresa. Conteggio a carico di Morini nel secondo round per un gancio al volto che lo ha fatto traballare. Conclude il match Fiorentino vincitore ai punti.

Ottimo l’esordio del dorico Giacomo Sonnino che si impone ai punti su Costantino Sociale della Pugilistica Academy. Vincono ai punti anche altri due atleti della Team Boxe Ancona, Michael Soldato e Cherit Achraf che si sono battuti rispettivamente con Matteo Bellofiore e Luca Di Corso entrambi della Biagini Boxe. In crescendo l’élite Davide Astolfi della Academy Loreto che vince ai punti su Diego Squillante della  Dorica 2006 in un match molto combattuto.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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