Pugilato Ancona – IV Memorial Marco Pierangeli

Allestito a Torrette il ring all’aperto

(servizio fotografico: foto@MaxPetrus)

Ancona, 21 giugno 2021 – Per ricordare il giovane pugile anconetano Marco Pierangeli scomparso il 5 aprile 2006, la società pugilistica Upa Pittori ha organizzato il IV Memorial di boxe con la partecipazione di atleti marchigiani, toscani ed emiliani.

Un fine settimana di pugilato ad Ancona che era previsto si svolgesse nella suggestiva location del Porto Antico in prossimità dell’arco di Traiano ma, causa il sequestro dell’intera area dovuto ad asseriti eccessi della movida, l’organizzazione, estranea ai fatti, ha dovuto ripiegare a Torrette nelle adiacenze del campo sportivo di Via Esino dove è stato allestito il ring all’aperto.

Ancona – a sinistra, Mattia Occhinero, a destra Antonio Pio Nettuno

Match clou della kermesse è stato quello tra i professionisti Mattia Occhinero del Time Upa e Antonio Pio Nettuno della Rimini Boxe Biagini.

Nettuno, fisicamente più raccolto, ha preso subito il centro del ring cercando di impostare il match sulla media e corta distanza. Occhinero, più alto, più mobile e con un allungo maggiore, lo ha sempre anticipato con continui jabs sinistri e destri d’incontro, ed ha accorciato solo quando ha trovato l’avversario scoperto.

Ancona – Nettuno al tappeto

All’inizio della seconda ripresa Nettuno ha accusato una perfetta combinazione culminata con un diretto alla mascella, e qui il pugile romagnolo ha commesso una grossa ingenuità: invece di addormentare il combattimento e di recuperare, ha attaccato con una serie di ganci larghi al volto ed ha lasciato totalmente scoperto il bersaglio grosso. Ed è proprio al fegato che Occhinero ha scagliato un montante sinistro con tutta la torsione del busto.

Un classico ko durato ben oltre i dieci secondi regolamentari. Un’ottima prova quella del pugile anconetano che, imbattuto nei sei primi incontri, potrebbe aspirare quanto prima ad una chance per il titolo dei pesi piuma.

Ancona – La proclamazione della vittoria per Occhinero su Nettuno con i pantaloncini rossi

Nella prima serata l’Upa ha proposto otto matches dilettantistici fra atleti marchigiani, piemontesi, toscani  e romagnoli. Combattimenti equilibrati con grande agonismo espresso da tutti.

Nel match femminile, l’anconetana Laura Fiori rientrata dopo il matrimonio, ha disputato il suo sessantanovesimo combattimento dimostrando di avere ancora la verve dei venti anni. La dorica ha superato Gessica Ghini che ha cercato di contrastarla in ogni maniera. Ottimo anche il combattimento campanilistico fra l’anconetano Alessandro Baldoni e Panxhi Prince di Fano. Più alto e più preciso, il primo, ha contenuto per tutte e tre le riprese l’aggressività dell’avversario e si è conquistato il verdetto.

Ancona – In blu Panxhi Prince, in rosso Alessandro Baldoni

Il migliore match della serata è stato quello che ha visto Leonardo Gioacchini della Dorica vincere sul toscano Cristian Iannucillo della Boxe Lastra Signa, fermato dal medico dopo due conteggi. Il pugile anconetano è un vero talento che cresce ad ogni incontro. È ancora imbattuto, porta colpi in serie con un colpo d’occhio eccezionale ed una mobilità non comune.

Nella seconda serata oltre al match clou  si sono disputati cinque combattimenti fra dilettanti. Hanno incrociato i guantoni l’anconetano Omid Fadaeimobarkan e lo jesino Davide Kolodziej in un confronto a fasi alterne. Vittoria di Anacleto Gabbanelli della BCC Castelfidardo sul senigalliese Matteo Alupului conquistata con l’accorto uso del diretto destro. Diego Squillante della Dorica ha prevalso alla distanza su Luigi Sbriccoli della Nike Fermo che ha iniziato a gran velocità ma poi è andato in debito di ossigeno. Più lineare e preciso Xhonatan Bregu della Nike Fermo che ha superato Diego Pellonara della Pugilistica Jesina. Leonardo Parmeggiani della Cluana Boxe di Civitanova in un combattimento equilibrato ha superato Qamil Doda di Jesi. Un vero istrione questo atleta che deve imparare a dosare le proprie forze ed evitare comportamenti spacconi.

Ancona – In maglietta blu Cristian Iannucillo, rossa per Leonardo Gioacchini

Arbitri Giudici: Sauro Di Clementi, Alberto Lupi, Elisa Pecorari, Fabrizio Longarini;

Commissari di riunione: Gabriele Fradeani e Oreste Mariani;

Medico di bordo ring: Carminio Gambacorta;

Speaker: Kristel Talamonti;

Addetto al Cronometraggio: David Rocco;

Presidio Sanitario: Croce Gialla di Ancona.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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