Porto Recanati, la 5 Mila Marche è un evento unico!

Una tre giorni di eventi che termina domenica 16 ottobre, ciliegina del progetto "Marche Outdoor"

Porto Recanati, 14 ottobre 2022 – Il countdown è terminato: questo pomeriggio, con l’apertura del villaggio in Piazza Brancondi a Porto Recanati, comincia ufficialmente il weekend della 5 Mila Marche 2022. Si partirà con la 5 Mila Challenge, una sfida a tempo su un percorso di un chilometro che assegnerà i pettorali gold della Granfondo 5 Mila di domenica, e con un concerto della Shine Orchestra, che allieterà la serata con musica anni ’70/’80.

Anche quest’anno Porto Recanati ha fatto registrare il tutto esaurito in termini di strutture alberghiere, dal momento che molti partecipanti a Randonnée e/o Granfondo 5 Mila hanno deciso di venire nelle Marche anche con la famiglia, così da godersi uno degli ultimi weekend miti dell’anno. Una conferma dopo gli ottimi dati fatti registrare nell’edizione del 2021.

da sx l’assessore della Regione Marche Guido Castelli con l’organizzatore della 5 Mila Marche, Andrea Tonti, durante la cena di gala dell’edizione 2021

«Il riscontro della prima edizione della 5 Mila Marche è stato ottimo: a metà ottobre le strutture ricettive di Porto Recanati erano al completo e gran parte delle strutture della Riviera del Conero occupate – ha spiegato l’assessore della Regione Marche, in procinto di diventare Senatore, Guido Castelli, che ha seguito l’evento da molto vicino fin dalla sua creazione – Migliaia di persone, provenienti da tante province italiane e dall’estero, hanno partecipato alla tre giorni di eventi sportivi che, voglio ricordare, è l’unica tappa italiana del prestigioso circuito ‘Granfondo WorldTour’. Una bella soddisfazione constatare che eventi di questa natura sono molto attrattivi e contribuiscono a destagionalizzare il turismo delle Marche”.

Sabato 15 ottobre la 5 Mila Rando: 250 km e 5 mila metri di dislivello

Con il sole non ancora sorto, un nutrito gruppo di super appassionati si lancerà nell’impresa della 5 Mila Rando, una vera e propria sfida da ultracycling, tra le più dure in Europa. Niente classifica, niente fretta di arrivare, ma solo il piacere di pedalare in un territorio unico nel suo genere, che in pochi chilometri metterà i partecipanti di fronte prima allo splendido mare della Riviera del Conero, poi all’entroterra collinare coi suoi borghi suggestivi, e infine i Monti Sibillini con le sue vette maestose.

Porto Recanati – Uno dei tanti paesaggi splendidi che si troveranno di fronte i partecipanti della Randonnée e della Granfondo

Dopo la partenza da Porto Recanati prevista per le 6 del mattino, per i primi chilometri si ricalcherà il percorso della Granfondo 5 Mila di domenica 16 ottobre, dopodiché si punterà dritti verso il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il paradiso del bike, dove salite e scenari incantevoli fanno da padroni. Raggiunto Sarnano, uno dei borghi più belli d’Italia, si prosegue per la località sciistica di Sassotetto. Qui si affronta una delle due salite Hors Category di giornata, lunga circa 13 km, pendenza media del 7,4 e punte del 12%. La salita termina al Valico di Santa Maria Maddalena a quota 1445 s.l.m. dove si raggiunge il centesimo chilometro della 5 Mila Rando. Gli atleti si troveranno di fronte anche la stele dedicata a Michele Scarponi.

Dopo lo scollinamento si prosegue con una picchiata verso il Lago di Fiastra, alla quale seguiranno diversi su e giù prima di arrivare a Matelica. Da qui mancheranno 90 km all’arrivo e si inizierà la seconda salita HC dell’evento, il Monte San Vicino, lunga 13 km con punte al 15 %, impegnativa quanto panoramica.

La parte più difficile è quindi alle spalle; un’altra discesa fino al Lago di Castreccioni, suggestiva dal punto di vista paesaggistico, servirà a recuperare le energie in vista della salita verso Cingoli – località definita il “Balcone delle Marche” per la sua invidiabile vista panoramica – dove si riprende il percorso della GF 5 Mila per fare rotta verso il finale di Porto Recanati. 250 km e 5 mila metri di dislivello totale: sarà un’avventura da raccontare.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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