Porto Potenza – Via al campionato per la Santo Stefano Avis

Ancora serie A per il basket in carrozzina alla ricerca di nuovi sponsor in un momento difficile

Potenza Picena (MC), 7 novembre 2018 – Un nuovo  campionato di serie A di basket in carrozzina è alle porte. Presentata questa mattina la S. Stefano-Avis targata 2018/19.

Dopo la finale di Supercoppa Italiana di due settimane fa, purtroppo persa contro Cantù, per la S. Stefano-Avis l’appuntamento è per sabato 10 novembre, alle ore 17 quando al PalaPrincipi di Porto Potenza ci sarà la palla a due tra i portopotentini e Sassari.

Potenza Picena – La presentazione della squadra di basket in carrozzina Santo Stefano Avis

E questa mattina, come detto, si è tenuta la presentazione ufficiale della squadra allestita dal presidente Mario Ferraresi e dal segretario generale Gianfranco Poggi, alla presenza del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, del presidente del Consiglio comunale di Potenza Picena  Mirco Braconi, del vice presidente del Comitato Paralimpico Marche Roberto Novelli e degli sponsor (tra cui Santo Stefano Riabilitazione rappresentato dalla responsabile Area Marche Patrizia Potente, e Avis Marche e Macerata, rappresentato dal responsabile sezione Macerata Silvano Gironacci).

Caldissimi gli spalti grazie alla bella e festosa presenza delle scuole, con l’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio di Porto Potenza per il quale hanno portato un saluto ufficiale la Dirigente scolastica Federica Lautizi e la sua vice Maria Grazia Pierluca.

La S. Stefano – Avis anche quest’anno è nel novero delle squadre di fascia alta ai nastri di partenza. Il gruppo delle “big” è ancora quello composto da Cantù, Giulianova e Roma, oltre appunto alla squadra guidata da coach Ceriscioli che ha messo in rosa tre innesti di qualità, come lo spagnolo Jordi Ruiz, lo scorso anno a Madrid, Davide Schiera che viene dalla Briantea 84 Unipolsai Cantù e Driss Saaid che viene da Torino.

Potenza Picena – Il presidente Mario Ferraresi nel suo intervento durante la presentazione della squadra

Una stagione che, per la S. Stefano Sport, partirà nonostante tutto… La decisione, legittima, di interrompere la collaborazione da parte di quello che fino allo scorso anno è stato main sponsor dell’Asd S. Stefano Sport, infatti, ha messo a durissima prova la società di Porto Potenza che, nonostante tutto, è riuscita ad iscriversi al campionato, con tutte le difficoltà del caso.

“Il nostro appello – dice il Presidente Ferraresi – è rivolto al tessuto imprenditoriale, per incrementare la rete dei nostri “amici sponsor” che ci aiutano ogni anno a consentire a tanti ragazzi disabili di praticare quell’attività sportiva attraverso la quale ritrovare sé stessi e riabilitarsi, sia dal punto di vista sociale che fisico”.

La rosa completa per la stagione 2018/19: Davide Schiera, Enrico Ghione (capitano), Dimitri Tanghe, Luca Biondi, Jordi Ruiz, Mirella Feltrin, Driss Saaid, Andrea Giaretti, Sofyane Mehiaoui, Alessandro Boccacci, Sabri Bedzeti ed Emanuele Bianchi. 

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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