Pallavolo Giovanile: Easter Volley ha decretato i vincitori

L’organizzatore Claudio Principi: «Grazie a tutti: non era scontato esserci». Le finali giocate ad Ancona, Loreto, Osimo

Ancona, 19 aprile 2022 – La passione, i sorrisi, la voglia di giocare. Ecco i tre ingredienti fondamentali di una ricetta di successo, quella proposta ancora una volta dopo due anni di assenza nella cerimonia di premiazione al PalaRossini Estra Prometeo della 28ª edizione di Easter Volley, torneo internazionale di pallavolo femminile giovanile per 4 categorie, under 13-14-16-18.

Dopo la disputa delle due finali under 16 e under 18, sulle note di “Give Peace a Chance”, le 70 squadre partecipanti sono scese dalla tribuna e preso posto sul parterre dove il maestro Marco Santini con il suo violino ha eseguito l’Inno di Mameli.

Il torneo nel binomio solidale ormai consolidato con Ambalt, ha assegnato il premio “Flavio Brasili Lo Sport nel Cuore” alla società Trento Volley che ha partecipato a questa edizione in tutte le categorie piazzandosi sempre tra le prime quattro. L’apertura della cerimonia è stata destinata al ricordo di Flavio Brasili a cura del fratello Franco. Quindi il saluto e il ringraziamento da parte dell’organizzatore e ideatore del torneo Claudio Principi: «Grazie a tutti per aver voluto partecipare – ha detto – e non era scontato esserci soprattutto per chi ha fatto tanti chilometri. Abbiamo rimesso in moto la macchina dopo due anni e, sperando in un po’ di normalità, l’anno prossimo faremo ancora meglio».

Per Fabio Francini, presidente CR Marche della Fipav: «è stato un bellissimo torneo, ben organizzato e molto ben partecipato: complimenti agli organizzatori ma anche alle società e alle famiglie per non smettere di credere nello sport proponendo alle proprie ragazze esperienze formative importanti».

Per Fabio Luna, presidente del Coni Marche: «questo torneo è una certezza nel programma sportivo degli eventi della nostra regione e ritrovarlo è stato bellissimo. Lancia segnali positivi, di vicinanza, di amicizia, di pace, tutti valori di cui lo sport è portatore».

Easter Volley è stato torneo Uniqa Cup, main sponsor della manifestazione. Madrina della cerimonia di premiazione è stata la società Cbf Balducci Hr Macerata rappresentata dal presidente Pietro Paolella, il ds Maurizio Storani, coach Luca Paniconi, il capitano Ilenia Peretti che questo torneo l’ha giocato e la schiacciatrice Alice Gasparroni che l’ha addirittura vinto. La squadra è impegnata nei playoff di serie A2 femminile. «Siamo molti felici di essere qui – ha detto Paolella – e per noi essere in serie A significa provare ad essere un punto di riferimento per tutto il movimento marchigiano senza dimenticare che siamo nati come una piccola società».

Ancona – Premiazione del Trento Volley

Risultati finali

In under 18, la capitana Peretti ha consegnato la maglia ufficiale della squadra alla miglior giocatrice del torneo under 18 Maddalena Margoni di Trento Volley. Proprio la formazione trentina ha vinto la finale su Vizzolo che però si è consolidato vedendo Kejsi Vrapi vincere il titolo di miglior libero, riconoscimento offerto da Onorati Sport. Terzo posto per Lakes Volley.

In under 16 ha vinto la Cbf Balducci Paoloni nella finale contro Trento, 3° posto per Cavallini Pontedera. Migliori giocatrici a pari merito Matilda Del Dot del Trento Volley e Giorgia Luciani della Cbf. Miglior libero Viola Borsella sempre della Cbf.

In under 14 con finale giocata al PalaSerenelli di Loreto, città che quest’anno ha avuto una particolare centralità nel torneo grazie alla collaborazione con l’Associazione Albergatori di Loreto e la società Nova Volley, ha vinto ancora Trento Volley in finale sulla Nuova Pall. Collemarino, e San Severino. Matilde Bampi, Melissa Mazzieri e Arianna Ketamine le tre migliori atlete scelte dai tecnici.

In under 13 “trofeo Marco Vive” con la finale giocata a Osimo, ha vinto Volley Mareno sulla Pall. Castelferretti e Vizzolo. Chiara Muzi e Giulia Marcon le due migliori. Tutti i capitani delle formazioni classificate dal quarto posto a seguire hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al torneo con una bellissima immagine del Parco del Conero all’interno del quale si è giocato gran parte del torneo, l’uovo di Pasqua Ambalt e la promessa di ritrovarsi l’anno prossimo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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