Pallamano Chiaravalle: una sconfitta onorevole

Pallamano Serie A2 girone C

Secchia Rubiera – Pallamano Chiaravalle 34 – 20

Primo tempo: 20-12

Rubiera (RE) – Finisce con una sconfitta per 34-20 ed un sorriso sulla bocca la trasferta in terra emiliana della Pallamano Chiaravalle. Una partita giocata col cuore e con grinta dai biancoblu che all’ultimo minuto hanno dovuto rinunciare anche all’ala destra Brutti.

Hanno sofferto e rischiato, hanno portato a casa un -14 che non deve suonare affatto negativo. La formazione avversaria si presenta fisicamente prestante e determinata ma i ragazzi di mister Fradi ci hanno messo il cuore: una prestazione che dà fiducia per i prossimi incontri.

Inizio di sfida equilibrato, Chiaravalle trova anche il modo di passare in vantaggio ma il primo vero strappo è del Secchia 13 a 9 al 20′. I padroni di casa tengono bene il campo mentre Chiaravalle cala di intensità difensiva e freschezza in attacco.

Il primo tempo si conclude sul 20-12 per il Rubiera.

L’inizio del secondo tempo è tirato, con Rubiera che conduce e Chiaravalle che prova a rispondere come può con l’arma del contropiede. Finisce 34 -20 con Rubiera ad esultare per la vittoria. A mister Fradi ed ai suoi ragazzi resta la consapevolezza di aver giocato ad armi pari senza timore contro una delle squadre candidate alla promozione .

Top scorer di giornata per Chiaravalle, Simone Ceresoli.

Pallamano Chiaravalle: Ballabio, Molinelli, Tanfani 5, Evangelisti 2, Ceresoli S. 6, Ceresoli M. 1, Brutti, Vichi 1, Giombini, Selimi 4, Savoca 1, Maltoni, Rumori, Braconi . All. Fradi

Secchia Rubiera: Benci 6, Fiori 1, Giovanardi 3, Patroncini 5, Rinaldi 7, Bivi, Salati, Sentieri 4, Turrini, Bartali 2, Ferretti 4, Jendouri 1, Giberti, Hila 1. All. Agazzini.

Arbitri: Paccosi, Borgi.

Risultati 3ª giornata -Andata

SECCHIA RUBIERA – CHIARAVALLE 34 – 20

FAENZA – BASTIA 36 – 17

RAPID NONANTOLA – CAMERANO 35 – 21

PARMA – MONTEPRANDONE 27 – 24

MASSA MARITTIMA – AMBRA 19 – 28

POGGIBONSESE – CARRARA 31 – 23

Prossima giornata: 4ª di andata

CARRARA – FAENZA; MONTEPRANDONE – SECCHIA RUBIERA; AMBRA – RAPID NONANTOLA; PARMA – POGGIBONSESE; BASTIA – MASSA MARITTIMA; CHIARAVALLE – CAMERANO.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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