Pallamano Chiaravalle: trasferta amara a Carrara

Pallamano maschile Serie A2 girone C - 10ª giornata andata

Carrara – Pallamano Chiaravalle  28 – 20 

(p.t. 16-10 )

Carrara – Amara decima di andata per la Pallamano Chiaravalle nella trasferta di Carrara.

Partita che si preannunciava difficile per il club chiaravallese che arrivava all’appuntamento contro la formazione toscana senza il centrale Tanfani e con alcune pedine importanti della squadra in non buone condizioni fisiche.

Mister Fradi in settimana non era riuscito mai ad avere la squadra al completo per provare a preparare la partita, e purtroppo il campo ha confermato le difficoltà fornendo un verdetto ben lontano dalle aspettative non solo nel risultato finale ma anche e soprattutto nell’interpretazione della gara.

Carrara – Il Chiaravalle in difesa

L’andamento della partita mette subito in evidenza una superiorità del Carrara che in poco meno di sei minuti si porta sul 4 a 0, con gli ospiti che non trovano, se non a sprazzi, gioco e lucidità. Primo tempo che si chiude sul 16-10 per Carrara.

Al rientro dagli spogliatoi il Chiaravalle tenta di recuperare imprimendo un buon ritmo in attacco e registrando meglio la difesa. Ma è un tentativo di riscatto che produce poco: i ragazzi di mister Fradi costruiscono molto ma commettono anche tanti errori sia in fase di costruzione che di finalizzazione, con ricezioni e passaggi imprecisi.

Comunque, Chiaravalle tenta il tutto per tutto ma lo scarto accumulato nella prima frazione non è recuperabile contro i ragazzi di Del Monte. Si finisce 28-20 per il Carrara che aggiunge due punti meritati alla sua classifica.

Mister Fradi: «Carrara era una formazione alla nostra portata, purtroppo non si può sperare di vincere se si gioca solamente un tempo».

Carrara:Tognetti, De Giorgi 1, Meoni 4, Mazzanti, Perfigli 6, Benedetti 2, Lorenzini 2, Frank 11, Caruso, Maselli, Gini, Poletti 2, Freschi, Vezzoni. All. Del Monte

Pallamano Chiaravalle: Ballabio, Molinelli, Maltoni 1, Rumori 1, Brutti 3, Barigelli 2, Ceresoli M.1, Ceresoli S.4, Braconi, Evangelisti 1, Vichi 1, Giombini 1, Selimi 5. All. Fradi.

Arbitri: Pelosi,Cambi.

Risultati 10ª giornata -andata

Carrara-Chiaravalle 28-20

Monteprandone-Bastia 31-28

Secchia Rubiera- Massa Marittima 43-25

Faenza-Rapid Nonantola 31-22

Parma-Ambra 19-26

Poggibonsese-Camerano 27-29

Prossima giornata 11ª di andata

Ambra-Monteprandone

Rapid Nonantola- Poggibonsese

Massa Marittima-Faenza

Bastia-Carrara

Camerano-Secchia Rubiera

Chiaravalle-Parma

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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