Ostra Vetere. Tutto pronto per il terzo Memorial Ceccacci di ciclocross di scena domenica 4 dicembre

Ostra Vetere. È già in moto a pieno ritmo la macchina organizzativa del Memorial Giancarlo Ceccacci a cura del Velo Club Cicli Cingolani, in collaborazione con l’Avis di Ostra Vetere (sezione ciclistica “I Ciclopi”), in programma per domenica 4 dicembre. Sesta prova valida dell’Adriatico Cross Tour sotto l’egida della Federciclismo Marche.

Un tratto del percorso
Un tratto del percorso fettucciato del 3° Memorial Ceccacci di ciclocross a Ostra Vetere

Si gareggerà tra i prati del vecchio campo sportivo dove è stato allestito un percorso veloce nella parte all’interno del campo, che diventa molto tecnico e tutto da guidare nella parte all’esterno, con la presenza di ostacoli naturali ed artificiali. Per uno sviluppo complessivo di circa 2000 metri.

Gli organizzatori hanno previsto premiazioni ai primi 5 di ogni categoria, più pacco gara per tutti i partecipanti, oltre al rinfresco finale, alle docce e al lavaggio bici a disposizione all’interno del campo sportivo.

In queste zone, il ciclocross ha avuto come precursore Amerigo Severini negli anni ‘50 e ’60, vice Campione del mondo e per ben tre volte Campione Italiano. Fu lui che trasmise passione agli atleti tesserati con il Gruppo Sportivo Pianello.

Dopo di lui sono arrivati Francesco Cingolani, Campione Italiano allievi nel 1998 e Matteo Sbaffi, Campione Italiano esordienti nel 2004.

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Con due edizioni alle spalle, il Memorial Giancarlo Ceccacci mira a diventare la classica di riferimento del ciclocross. I dirigenti del Velo Club Cicli Cingolani lo auspicano per tenere vivo l’interesse verso il ciclismo autunnale ed invernale sui prati. Il sostegno alla manifestazione è dato da main sponsor come MGS di Paladini Marcello (Impianti Elettrici), e Cingolani Bike Shop, unitamente all’Amministrazione comunale di Ostra Vetere che ha concesso il patrocinio.

ORARI DI PARTENZA

– 9:00 juniores, master over 45, donne open e master

– 10:00 esordienti e allievi uomini e donne

– 10:10 G6 uomini e donne

– 10:45 under 23, élite, master under 45

 

di Luca Alò


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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