L’U 20 della Pallamano Chiaravalle risplende nella Youth League

Ottima prova delle ragazze di coach Fradi che recriminano per una svista arbitrale inaccettabile contro Brunico

Chiaravalle, 3 maggio 2021 – Nel weekend lungo del primo maggio, con i campionati di A2 fermi, è toccato alla formazione Under 20 della Pallamano Chiaravalle femminile mantenere alti i colori della formazione marchigiana in ambito nazionale, con tre match contro formazioni di grande livello come Tushe Prato, Ferrarin e Bruneck.

Il primo match, disputato contro le padrone di casa del Tushe Prato (nonché rivali nel girone C di A2) è terminato con una sconfitta per Chiaravalle che, anche a causa di un arbitraggio discutibile, non riesce mai ad entrare in partita. Finisce 33-26 per le toscane.

Le ragazze dell’Under 20 chiaravallese

Tutt’altra storia invece la seconda giornata del torneo dove Chiaravalle trionfa contro il Ferrarin Milano per 31-24, con ben 11 reti per la top scorer di giornata Costantini Sara.

Un match iniziato male perdendo 7-1 e aggravato dall’assenza di Sveva Manfredi (infortunata il giorno prima). Dopo due time-out di coach Fradi la squadra si risveglia e riesce a recuperare con un secondo tempo che manda in rete quasi tutte le giocatrici (con ottime prestazioni di Lombardelli e Mariniello) e Chiaravalle incamera i due punti della vittoria.

L’ultima partita disputata è quella contro Brunico, squadra ostica sotto ogni punto di vista.
Le chiaravallesi non si perdono d’animo e, con una prestazione tutta cuore e grinta che vede Manfredi e Costantini scendere in campo nonostante gli infortuni rimediati nei turni precedenti, chiudono con il risultato di 23 pari. Sarebbe un qualcosa da festeggiare se non fosse accaduto un fatto a dir poco clamoroso: il duo arbitrale e gli addetti al tabellone dimenticano di segnare un gol su rigore segnato dalla chiaravallese Lombardelli.

da sx: Lombardelli al rigore realizzato e non registrato dagli arbitri; l’esultanza di Gurau

Tutta la panchina della Pallamano Chiaravalle protesta vivacemente, perfino la squadra avversaria ed il personale presente al palasport di Prato fanno presente la cosa ma niente da fare. Il gol del 24-23 è di fatto un gol fantasma per la direzione di gara. Le chiaravallesi vengono derubate di una vittoria meritata contro un’avversaria di altissimo livello. Nonostante ciò, chiudono comunque l’esperienza al secondo posto del girone, una svista così plateale non può non lasciare l’amaro in bocca.

Chiaravalle può comunque reputare positiva l’esperienza Youth League, un segnale inequivocabile della crescita del progetto di pallamano femminile sul quale la società esina sta puntando da diversi anni. Ora la testa va al prossimo appuntamento di A2 in programma il 9 maggio in trasferta contro Musile Oderzo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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