LegaPro – Ancona 1905. Silenzio stampa, stipendi, tifosi e schiaffi…

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Ancona – Silenzio stampa di giocatori e staff tecnico ed allenamenti a porte chiuse fino a nuova comunicazione. È in questo modo che l’Ancona prova a compattarsi per risollevare una situazione che sta degenerando partita dopo partita: se il campionato finisse oggi la squadra biancorossa sarebbe mestamente retrocessa in serie D.

I problemi non sono solo in campo, ma soprattutto fuori. Ormai è il segreto di Pulcinella: sono stati pagati solo sette stipendi, mancano i soldi per la gestione quotidiana ed anche l’Associazione Calciatori si è fatta sentire con un comunicato durissimo a firma del presidente Damiano Tommasi.

Damiano Tommasi
Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione calciatori

Nella giornata di ieri, poi, un rappresentante dell’AIC è arrivato nella Dorica per parlare con i dirigenti dell’Ancona: non è esclusa la messa in mora della società. Senza contare lo scontato deferimento che potrebbe anche portare ad un punto di penalizzazione, che la società, a detta del dg Nacciarriti, è sicura di evitare.

Le prime dichiarazioni in sala stampa di Marco Nacciarriti, il nuovo direttore generale dell'Us Ancona 1905
il dg Marco Nacciarriti in sala stampa. A suo dire l’Ancona non rischia punti di penalizzazione

In tutto ciò la tifoseria è in subbuglio. La contestazione, iniziata con la consegna della maglie dopo la sconfitta interna con il Fano, è proseguita giovedì scorso con un durissimo faccia a faccia tra un gruppo di ultras ed i giocatori all’allenamento. Sono volate parole grosse ed anche qualche schiaffo: il destinatario principale della contestazione è stato Michele Paolucci, colpevole di aver insultato pesantemente un tifoso in tribuna al termine di Ancona – Matera.

Tifosi e società contrattano sulla consegna delle maglie biancorosse (foto Max Serenelli)
La contestazione dei tifosi, dopo la sconfitta interna con il Fano, con la richiesta alla società della consegna delle maglie biancorosse (foto di Max Serenelli))

Da qui la decisione della società e della squadra di isolarsi da tutto e tutti. Per gli ultras che si sono resi protagonisti della contestazione sono arrivati pesanti daspo da 5 anni in su.

In questo clima riuscire a salvarsi sarà un’impresa che assumerebbe i contorni di un miracolo. Ce la farà la Pagliari – band? A Gubbio una piccola reazione si è vista, ma bisogna iniziare a far punti già dalla sfida di domenica con il Pordenone.

di Claudio Marconi

LA NOTA

Difendere l’indifendibile. Come fai a difendere quando vengono meno gli appigli per farlo? La società, in un comunicato ufficiale, invitata tutti: tifosi, media, cittadini e addetti ai lavori a stringersi a coorte, a sostenere i giocatori e a provare, insieme, a raggiungere una salvezza “che sarebbe come vincere un campionato”. Sacrosanto, anzi, obbligatorio un simile atteggiamento in questo particolare frangente.

Provare l’impossibile, non smettere di sognare, continuare a crederci… Tutto bello, tutto giusto, tutto doveroso. Ma porcaccia la miseriaccia, questa squadra, un motivo, piccolo piccolo, un barlume di luce che accenda una speranza, piccola piccola, è in grado di fornirli o no? Dove l’appendi il cappello dell’illusione e della certezza se l’unico gancio possibile, quello dei risultati, è spuntato, anzi, del tutto assente?

E che deve fare un cronista, per non passare come il disfattista di turno, come quello che rema sempre contro, stare zitto? Chiudere gli occhi di fronte all’evidenza? Scoprire le magagne, le difficoltà, gli intoppi – al posto di pregi, chiarezza e spinta – e tenerli per sé?

Chiudere gli occhi e non riportare i fatti sono atteggiamenti che non appartengono a questo mestiere. Va fatto con serietà, professionalità e rispetto – quello che si chiama deontologia – ma va fatto.

di Paolo Fileni   

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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