Lega Pro – Gente che va e gente che si dimette: c’è del caos nell’Ancona 1905

Giglio finisce in manette, Ranieri si dimette e fa infuriare Mastropietro

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Ancona – Il 31 gennaio 2017 è un giorno che difficilmente verrà scordato dai tifosi biancorossi. Ieri si è chiusa ufficialmente la finestra invernale del calcio mercato: argomento più che sufficiente per riempire le cronache. Invece, più delle trattative, a tenere banco sono stati gli accadimenti societari.

Già, perché nel primo pomeriggio è rimbalzata nella Dorica una notizia shock: in tarda mattinata era stato arrestato Fabrizio Giglio, albergatore riminese di origini pugliesi, ma soprattutto consigliere d’amministrazione dell’Ancona nonché prossimo socio di minoranza e candidato alla carica di presidente.

Giglio Ranieri
In primo piano da sinistra: Fabrizio Giglio e Fabiano Ranieri

Giglio è finito in manette per stalking reiterato verso l’ex compagna. Dalla vicenda è emerso che l’uomo aveva già patteggiato una pena per lo stesso reato tra il 2014 e 2015. E, come se non bastasse, gli inquirenti hanno reso noto alla stampa che Giglio ha precedenti per furto, rapina e stupefacenti. Un profilo di tutto rispetto, non c’è che dire!

L’Ancona, sorpresa per l’accaduto, si è affrettata a comunicare che Giglio era già dimissionario e che la sua uscita dal cda era all’ordine del giorno della prossima riunione. Tutto vero, dal momento che le dimissioni di Giglio sono datate 26 gennaio: carta canta. Ma allora, viene da domandarsi, che ci faceva domenica scorsa in tribuna al del Conero? Comportamento inusuale per un dimissionario.

Finita qui? Assolutamente no! Tanto per restare in tema di caos è tornato alla ribalta anche Fabiano Ranieri, alla sua solita maniera: con un post su Facebook. L’architetto romano si è detto scandalizzato dalla vicenda Giglio e da come vengano scelti i soci dal sodalizio biancorosso (come se lui ne fosse estraneo, ndr), e preannunciando le proprie dimissioni da vice presidente. Peraltro, già ampiamente previste.

Leone e Mastropietro
da sinistra: Leone e Ugo Mastropietro si stringono la mano. Entrambi sono soci di maggioranza dell’Ancona 1905, il primo al 40% e il secondo al 45%

L’ennesima scivolata social di Ranieri ha fatto infuriare il socio di maggioranza Ugo Mastropietro che, sempre su Facebook, ha risposto a muso duro all’ormai ex vice presidente intimandogli di non parlare più dell’Ancona.

Siamo certi che il lettore si stia domandando come sia possibile che tutto questo possa succedere in una società professionistica…

Meglio parlare di mercato. Ieri il dg Mancini, accompagnato a Milano dal ds Ciardullo e dall’ad Miani, è stato assoluto protagonista dell’ultima giornata di trattative. L’Ancona è risultata essere una delle società più attive sia in entrata sia in uscita: sono arrivati il terzino Nicolao dal Melfi dove è approdato Battaglia, l’attaccante esterno Mancini dal Santarcangelo in cambio di Rossini , e lo svincolato Luca Cacioli, già in biancorosso nel 2013/2014 che arriva a sostituire Davide Moi, passato in prestito alla Vibonese.

Oggi sarebbe dovuto arrivare ad Ancona anche un altro difensore svincolato, Pietro Manganelli classe ’96, in questa prima parte di stagione al Teramo. Alla fine il ragazzo ha firmato con la Pro Piacenza. Sarà il campo a stabilire se la squadra sia stata rinforzata o meno. La società, invece, ha subito un brutto colpo che si va a sommare con il rebus fidejussione: quella di Marinelli non è ancora stata sostituita.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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