Larissa Iapichino torna in pedana: esordio ad Ancona

Sabato 22 gennaio al Palaindoor inizia la stagione dell’azzurra, primatista mondiale under 20 nel salto in lungo

Ancona, 20 gennaio 2022 – Si avvicina il momento del debutto per Larissa Iapichino. Di nuovo in gara l’azzurra, a quasi sette mesi dall’ultima volta, nel meeting di sabato 22 gennaio al Palaindoor di Ancona che potrà essere seguito in diretta streaming su atletica.tv.

Larissa Iapichino (foto Francesca Grana/Fidal)

E torna sulla stessa pedana dove ha sbalordito quasi un anno fa con il clamoroso 6,91 del record del mondo under 20 al coperto nel salto in lungo, pareggiando il primato italiano assoluto in sala della mamma Fiona May, lo scorso 20 febbraio. Poi l’infortunio alla caviglia destra, rimediato il 26 giugno agli Assoluti di Rovereto dove riuscì comunque ad aggiudicarsi il successo, che le ha impedito di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo.

Riparte così la nuova stagione per la fiorentina delle Fiamme Gialle, classe 2002, con la sua prima uscita agonistica nella nuova fascia di età, quella under 23, che prenderà il via alle ore 16.15 di sabato pomeriggio. Sarà un test per mettere a punto le novità tecniche introdotte negli allenamenti, sotto la guida del papà-coach Gianni Iapichino, verso i prossimi impegni annunciati: sempre ad Ancona nella rassegna tricolore juniores e promesse del 5-6 febbraio e agli Assoluti del 26-27 febbraio, preceduti dalla trasferta al meeting polacco del 22 febbraio a Torun e con l’obiettivo dei Mondiali indoor di Belgrado, che andranno in scena dal 18 al 20 marzo.

Gabriele Chilà (foto Giancarlo Colombo)

Quando mancano due mesi all’evento iridato, nel fine settimana dorico è previsto l’esordio anche per altri saltatori azzurri, alcuni dei quali stanno svolgendo un raduno di preparazione nel capoluogo marchigiano. Domenica ad Ancona nel lungo sono attesi specialisti già atterrati in carriera a otto metri come Gabriele Chilà (Fiamme Gialle) e Kevin Ojiaku (Fiamme Gialle), ma anche Antonino Trio (Athletic Club 96 Alperia), il triplista Simone Forte (Fiamme Gialle) e Mohamed Reda Chahboun (Libertas Unicusano Livorno), invece sabato nel triplo in gara Simone Biasutti (Fiamme Gialle), mentre potrebbe posticipare il debutto Dariya Derkach (Aeronautica).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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