Lardini verso il debutto in A1, da mercoledì biglietti in prevendita

Prosegue anche la vendita degli abbonamenti stagionali per le partire interne

Filottrano – Inizierà mercoledì 11 ottobre la vendita dei biglietti per la gara d’esordio nella Samsung Galaxy Volley Cup di serie A1 della Lardini in programma domenica 15 ottobre (ore 17:00) al PalaBaldinelli di Osimo.

Quattro al momento i punti di prevendita attivati:

– tabaccheria-ricevitoria L’Isola del Tesoro in Via Veneto 14 a Filottrano,

– edicola-cartoleria Papermania in via XXX Giugno 41 a Filottrano,

– Bar tabacchi Canali Yuri in via Ungheria 35 a Osimo,

– Art-Glamour tabaccheria di Urbani Daniela in via Torresi 51 ad Ancona in zona Piano.

Il costo dei biglietti (validi per tutti i settori del palasport) in prevendita è di 8 euro per l’intero e di 5 euro per il ridotto (over 70 e under 14, ingresso gratuito per i bambini che non hanno compiuto i 6 anni), che diventa di 10 euro per l’intero e di 6 euro per il ridotto se acquistati al botteghino (il giorno della partita). Per info: biglietti@pallavolofilottrano.it.

Il calore dei tifosi Lardini

Prosegue, nel frattempo, la vendita degli abbonamenti alle partite casalinghe della Lardini Filottrano per l’intera stagione. Le tessere possono essere sottoscritte nella sede della Pallavolo Filottrano (via Leopardi 2), alla tabaccheria-ricevitoria Isola del Tesoro di via Vittorio Veneto 14 a Filottrano, alla cartolibreria-edicola Papermania di via XXX Giugno 41 a Filottrano, al Superstore Sì Con Te di via Fonti 3 a Filottrano, al Supermercato Sì Con Te di via Del Conero 1 a Polverigi e al Superstore Sì Con Te di via Aldo Moro 7 a Osimo.

L’abbonamento può essere acquistato anche attraverso la compilazione dell’apposito modulo su www.pallavolofilottrano.it/abbonamenti (info: abbonamenti@pallavolofilottrano.it – 388 9881097). Il costo dell’abbonamento Gold è di 200 euro (e comprende diversi benefit come parcheggio e posto al palasport riservati, gadget Mizuno e 5 biglietti omaggio), dell’intero è di 70 euro e del ridotto è di 40 euro.

Speciale promozione per i nuclei famigliari: con l’acquisto di due tessere intere, il figlio under 18 paga 40 euro anziché 70, il figlio under 14 paga 10 euro anziché 40, il terzo o quarto figlio pagano sempre 10 euro. Tutti gli abbonamenti sottoscritti potranno essere ritirati (se non già fatto) da oggi (martedì 9 ottobre) nella sede della Pallavolo Filottrano oppure direttamente domenica al PalaBaldinelli di Osimo.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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