Lardini, prova maiuscola a Milano: Club Italia Crai superato 3-1

Traguardo tagliato a braccia alzate e con grande carattere

seconda giornata della Samsung Volley Cup di serie A1 femminile

CLUB ITALIA CRAI – LARDINI FILOTTRANO 1 – 3

Milano, 2 novembre 2018 – La Lardini centra sul campo del Club Italia la prima vittoria della Samsung Volley Cup 2018/2019. Contro una squadra ricca di talento e fisicità, Filottrano conferma quanto di positivo già visto al debutto, offrendo una prestazione maiuscola sia a livello tecnico che temperamentale.

Guidata da Tominaga, la Lardini chiude con tutte le cinque giocatrici d’attacco in doppia cifra, a testimonianza di una vittoria di squadra, costruita su qualità e carattere. Coach Chiappini tiene precauzionalmente a riposo Pisani, in campo torna Cogliandro a 376 giorni dall’infortunio al ginocchio.

Lardini subito incisiva al servizio (ace Garzaro) e attenta a muro (Di Iulio) in un avvio di gara in cui la formazione filottranese presta grande attenzione e ci mette altrettanta precisione. Il mani out di Whitney e la fast di Cogliandro producono subito un allungo significativo (2-6), il Club Italia prova a tenere con Nwakalor (7-9) ma fatica a tenere una Lardini che ha l’85% di efficacia in ricezione e viaggia con il 56% in attacco. Garzaro sigilla il primo set.

La formazione di coach Chiappini non toglie il piede dall’acceleratore e alla rientro in campo si spinge sull’1-5 con il contributo di tutte le attaccanti. Il muro di Di Iulio (2-8) costringe Bellano a fermare il gioco, il Club Italia ha la giusta reazione che lo riavvicina (8-10) grazie al muro di Fahr e alla neo entrata Battista. Dal servizio la Lardini trae grande beneficio, il turno di Vasilantonaki produce due ace (il secondo “baciato” dal net) e due attacchi di prima che Garzaro mette a terra, dall’altra parte l’errore in battuta del Club Italia consegna il 2-0 a Filottrano.

Bellano gioca la carta Lubian e la centrale incide e non poco nella fase iniziale del terzo periodo, soprattutto con un turno al servizio che genera tre aces di fila (8-5) e che, grazie anche al contributo di Fahr a muro, lanciano il Club Italia Crai sul 10-5. La Lardini non si scompone, risale la china con i servizi vincenti di Garzaro e di Whitney, si riprende la parità (15-15) con capitan Di Iulio. Pietrini non fa scappare la Lardini (20-21). Di Iulio e Cardullo si esaltano in difesa, il muro della capitana filottranese lancia Filottrano sul 20-23, ma il Club Italia Crai non molla di un centimetro: Omoruyi e un ace di Populini fissano la nuova parità a 23. La Lardini arriva al match-ball con Di Iulio (23-24), Nwakalor lo annulla (24-24), un’invasione e un fallo di trattenuta allungano al gara al quarto set (26-24).

La squadra di Chiappini sa ripartire immediatamente (3-5), sfruttando ottimamente il gioco al centro e il muro granitico di Garzaro (per lei anche l’80% in attacco) e Vasilantonaki (7-10). Dalla fast di Cogliandro nasce l’allungo decisivo, anche perché il Club Italia perde brillantezza e commette diversi errori (11-18). Whitney e il pallonetto di Di Iulio avvicinano la Lardini al traguardo, tagliato a braccia alzate con l’attacco in diagonale dell’opposta statunitense.

Il Tabellino

CLUB ITALIA CRAI: Scola 1, Omoruyi 12, Kone 1, Fahr 10, Pietrini 10, Nwakalor S. 11, De Bortoli (L); Battista 1, Malual, Lubian 9, Populini 1, Panetoni. N.e.: Morello, Bassi, Nwakalor L. All. Bellano.

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 2, Whitney 11, Garzaro 13, Cogliandro 11, Vasilantonaki 15, Di Iulio 15, Cardullo (L); Baggi. N.e.: Pisani, Rumori, Schwan, Yang. All. Chiappini – Schiavo.

ARBITRI: Spinnicchia – Cerri.

PARZIALI: 18-25 (23’), 13-25 (24’), 26-24 (32’), 17-25 (22’).

NOTE: spettatori 600 circa con una cinquantina di sostenitori della Lardini Filottrano. Club Italia: battute sbagliate 16, battute vincenti 6, muri 4, ricezione positiva 45% (24% perfetta), attacco 37%. Lardini: b.s. 13, b.v. 8, mu. 10, ric. pos. 54% (31%), att. 50%.

 

redazionale

 

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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