Lardini con onore, Imoco vince in tre set

Quattordicesima giornata della Samsung Galaxy Volley Cup di serie A1 femminile

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO – LARDINI FILOTTRANO 3 – 0

Villorba (Tv). La Lardini esce a testa alta dal PalaVerde, sconfitta dalla capolista Imoco Conegliano in tre set in una partita in cui la formazione filottranese tiene sempre bene il campo, non riuscendo a monetizzare il vantaggio (17-12) che si guadagna nel terzo parziale.

Lardini senza timori reverenziali contro una super squadra come l’Imoco: Mitchetm firma il primo punto, Tomsia quello del 2-3. È il muro di De Kruijf a segnare il sorpasso Imoco (4-3), l’ace di Tomsia produce il controsorpasso (4-5). Filottrano spinge con Scuka (6-8) e allunga con il muro di Mazzaro e l’ace di Hutinski (8-11), costringendo Santarelli al time out.

Imoco – Lardini, attacco di Mitchem

Il muro vincente di Scuka tiene avanti Filottrano (16-17), la slovena impedisce una prima volta a Conegliano di scappare via (19-19), ma alla Lardini non riesce di frenare il rush finale di un’Imoco che alza il muro con Bricio e Melandri e chiude il set con la stessa centrale (25-19).

Imoco – Lardini, attacco di Scuka

Conegliano riparte da Nicoletti opposta a Wolosz, Bricio ricomincia da attacco e servizio vincente. Mazzaro è solida a muro (2-2), ma è tutta la Lardini a tenere bene il campo, ribattendo colpo su colpo all’Imoco: Bosio chiama spesso in causa Mitchem e fa bene (9-8), l’americana è incisiva anche al servizio, consentendo a Scuka di tenere Filottrano ad un’incollatura da Conegliano (11-10). Come nel parziale precedente le padrone di casa spingono sull’acceleratore in prossimità del traguardo, il muro di De Kruijf e gli ace di Melandri e Nicoletti mettono il sigillo al secondo parziale (25-19).

Imoco – Lardini, Feliziani dialoga con le compagne

Sotto di due set la Lardini non si scompone, disegnando un ottima partenza (2-5) nel terzo game, con Mitchem e sull’asse Bosio-Hutinski. Le filottranesi (incitate per tutto il match dai loro tifosi) mantengono i tre punti di vantaggio con Scuka e Tomsia (5-8), prima che Bricio torni a suonare la carica, specie al servizio (9-9). Melandri è determinante nella rincorsa di Conegliano, che dopo il punto di Mitchem, impatta a quota 22 con la neo-entrata Hill e un errore in attacco della Lardini. È Mazzaro a tenere avanti Filottrano (22-23) e a consegnargli un set point (23-24), cancellato da De Kruijf che a muro ribalta tutto (25-24). La Lardini sfrutta due errori al servizio dell’Imoco ma non qualche opportunità in attacco, così Nicoletti e Melandri chiudono set (28-26) e partita.

Il tabellino

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Wolosz 1, Fabris 8, De Kruijf 9, Melandri 13, Bricio 16, Cella 3, De Gennaro (L); Nicoletti 6, Fiori, Hill 2, Papafotiou. N.e.: Lee, Danesi, Papafotiou. All. Santarelli – Simone.

LARDINI FILOTTRANO: Bosio, Tomsia 7, Mazzaro 8, Hutinski 8, Mitchem 20, Scuka 6, Feliziani (L); Gamba, Negrini. N.e.: Melli, Agrifoglio. All. Nica – Quintini.

ARBITRI: De Simeis – Pozzi.

PARZIALI: 25-19 (23′), 25-19 (25′), 28-26 (31′),

NOTE: spettatori 4.000 circa, con una ventina di tifosi di Filottrano. Conegliano: battute sbagliate 6, battute vincenti 5, muri 6, ricezione positiva 58% (37% perfetta), attacco 48%. Lardini: b.s. 9, b.v. 3, mu. 6, ric. pos. 57% (30%), att. 41%.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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