L’Alma Juventus Fano smentisce le voci di acquisto della società

L’acquisizione del pacchetto di maggioranza dei granata era stata ventilata in un comunicato dall’imprenditore toscano Alessio Sundas, non nuovo a simili iniziative mai concretizzate

Fano – «Il Fano Alma Juve molto presto potrebbe entrare a far parte della grande famiglia della Sport Man. Attraverso l’intervento di un noto imprenditore toscano siamo pronti  a far confluire risorse economiche importanti e sponsorizzazioni di alto livello nelle casse del club granata dopo averne acquisito il pacchetto di maggioranza».

Inizia così il comunicato giunto ieri in redazione attraverso una e-mail firmata Sport Man Procuratori Sportivi. Un annuncio ufficializzato dal manager internazionale Alessio Sundas, responsabile della Sport Man, dove si parla di una lettera ufficiale inviata ai dirigenti del Fano Alma Juve con la richiesta di un incontro per gettare le basi di una proficua collaborazione che possa condurre anche all’acquisizione del club marchigiano.

«Così come abbiamo operato in altre trattative simili – prosegue la nota di Sundas – siamo intenzionati a valutare se esistano le condizioni per effettuare opera di mediazione tra un famoso operatore economico, interessato ad investire nel calcio, ed i dirigenti del Fano per concretizzare la vendita della società. La Sport Man, che ha già avuto alcuni colloqui informali con i vertici del club granata, interverrebbe sia favorendo l’arrivo di sponsor ed investimenti significativi, sia per il rilancio del marchio del club che vanta 111 anni di storia. Non amiamo diffondere illusioni, ma con adeguati investimenti economici il Fano potrebbe lottare sin dal prossimo anno per la promozione in Serie B. Siamo pronti, attendiamo un segnale dalla dirigenza granata».

Il manager toscano Alessio Sundas

Una dirigenza granata che, sollecitata dal giornale, non ha tardato a comunicarci la sua versione con una nota ufficiale: «L’ Alma Juventus Fano 1906 vuole intervenire sulla notizia uscita nella giornata di ieri riguardo il comunicato stampa redatto dal responsabile della “Sport Man” in cui si riportava un’ipotetica offerta per acquisire la società. Ci teniamo a precisare che non siamo a conoscenza di nessuna proposta ufficiale di acquisto e non intendiamo dilungarci su personaggi che attraverso tali metodi mirano a voler darsi visibilità. Detto ciò siamo concentrati e compatti in vista dell’importante trasferta che ci attende venerdì sera a Reggio Emila».

Il manager Alessio Sundas non è nuovo a iniziative del genere. Tempo fa aveva avanzato una proposta per l’acquisto della Fiorentina e, prima ancora, di altre società di calcio in diverse categorie compresa l’Ancona. Iniziative estemporanee che non si sono mai trasformate in fatti concreti. Di lui, si ricordano un’apparazione al Maurizio Costanzo Show risalente a molti anni fa (per aver baciato oltre 350 ragazze in un anno), e per aver avuto l’idea delle “ombrelline” nel Moto GP.

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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