La Lardini si raduna a Filottrano, da oggi al lavoro al PalaGalizia

Esordio in campionato il 13 ottobre a Bergamo per la terza stagione consecutiva in A1

Filottrano, 19 agosto 2019 – La Lardini si rimette in marcia, pronta per affrontare la sua terza stagione consecutiva in serie A1. Lo fa con una squadra completamente rinnovata, tra le più giovani del prossimo torneo (poco più di 23 anni e mezzo l’età media, seconda solo a Firenze), lo fa dandosi appuntamento a Filottrano in una calda domenica di metà agosto, riscaldata ancor più dall’affetto della Curva, degli Over e di tanti appassionati intervenuti per un brindisi di “buona stagione”.

Filottrano – Il raduno della Lardini al residence Sette Colli

Lo fa, soprattutto, con rinnovata fiducia e la voglia di mettersi al lavoro per affrontare il lungo cammino che la porterà all’esordio di Bergamo del prossimo 13 ottobre. Il raduno al residence Sette Colli di Filottrano è l’occasione per ritrovare Laura Partenio (unica confermata del passato roster), le giovani Martina Pirro e Sara Sopranzetti (cresciute nel vivaio filottranese) e fare la conoscenza di chi da oggi vestirà la maglia della Lardini: Giulia Angelina, Marika Bianchini, Veronica Bisconti, Giulia Mancini, Gaia Moretto, Anna Nicoletti ed Eva Pogacar.

Uniche assenti al raduno Athina Papafotiou (impegnata dal prossimo 23 agosto agli Europei con la nazionale greca) e Paige Tapp (che dal 20 al 25 agosto affronterà con il team Usa la Norceca Women Champions Cup in Colorado), aggregata al gruppo la giovanissima Marika Gitti (classe 2004), palleggiatrice del gruppo under 18 che quest’anno affronterà il torneo di serie C.

coach Filippo Schiavo

Decisamente rinnovato anche lo staff tecnico, guidato dal riconfermato coach Filippo Schiavo, che avrà come secondo Paolo De Persio e come assistente Andrea Cesarini, classe ’87, una lunga carriera sui campi della serie A, con l’apice vissuto a Perugia (scudetto, coppa Italia e supercoppa italiana) e un prossimo futuro in maglia Virtus Fano, alla prima, vera esperienza da tecnico.

Staff medico affidato a Michele Del Bello e Lorenzo Pigliapoco, addetta alle statistiche Marica Magagnini, physical coach Simone Mencaccini, assente al raduno per gli impegni con la nazionale femminile tedesca, ma presente già alla prima seduta pesi di questa mattina nel rinnovato PalaGalizia di Filottrano.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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