La Lardini fa suo il test di Firenze

Squadra in crescita

IL BISONTE – LARDINI 0 – 4

Firenze, 12 ottobre 2018 – Sulla strada per il campionato, la Lardini fa segnare al Mandela Forum di Firenze un’altra positiva tappa di avvicinamento. La formazione filottranese vince i quattro set dell’amichevole contro Il Bisonte, mostrando una crescita complessiva.

Ferma Di Iulio a scopo precauzionale per un lieve affaticamento, nel sestetto iniziale coach Chiappini sceglie Whitney in diagonale a Yang, Garzaro e Pisani al centro, Schwan e Vasilantonaki in banda, con Cardullo libero.

Firenze – L’esultanza delle ragazze Lardini

Dall’altra parte della rete non mancano le assenze a coach Caprara, ma la Lardini gioca comunque una buona gara, mostrando una costante concretezza in attacco (sopra il 50% in tutti i set, 54% complessivo) e tenendo bene in ricezione. La buona distribuzione di Yang consente alla Lardini di chiudere con quattro giocatrici in doppia cifra: Whitney scrive a referto 18 punti con il 58% di positività, 17 i punti di Vasilantonaki, 12 di Pisani (un fattore a muro con 5 punti nel fondamentale) e 11 di Schwan.

Firenze – Garzaro in azione

Per Garzaro 8 punti e il 75% in attacco, Cardullo lascia il segno con una serie di super difese.

Sono soddisfatto di quanto fatto in campo – sottolinea l’allenatore della Lardini, Luca Chiappini –soprattutto per la buona regolarità del cambio palla. Abbiamo lavorato abbastanza bene in ricezione, mi è piaciuta la distribuzione così come la fase offensiva al centro. Dobbiamo continuare a lavorare, specie sul muro-difesa, ma questo lo sapevamo già”. “Per noi è importante stabilire un livello che sia punto di partenza e dal quale non scendere – dichiara la centrale Ilaria Garzaro –, dobbiamo continuare a lavorare duro, anche per far sì che Tominaga, dopo il Mondiale, rovi una squadra compatta in cui sia facile inserirsi”.

Il Tabellino

IL BISONTE FIRENZE: Sorokaite 16, Alberti 11, Bonciani 2, Degradi 18, Daalderop, Candi 8, Vannini 5, Lapini, Popovic, Venturi (L). All. Caprara – Cervellin.

LARDINI FILOTTRANO: Yang 2, Whitney 18, Garzaro 8, Pisani 12, Vasilantonaki 17, Schwan 11, Cardullo (L); Baggi 1, Di Iulio, Cogliandro 2, Rumori (L2), Paparelli. All. Chiappini – Schiavo.

PARZIALI: 21-25 (21’), 16-25 (20’), 19-25 (22’), 19-25 (19’)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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