La corazzata Corridonia espugna Ancona

Pallavolo femminile Serie B2 girone F

EUROSPED NUMANABLU CONERO – CORPLAST CORRIDONIA 1-3

Punteggio: 25-23; 21-25; 23-25;21-25

Ancona – Cade l’imbattibilità casalinga della Conero Eurosped NumanaBlu per mano della concreta Corplast Corridonia che mantiene l’imbattibilità e la testa della classifica. Per una Conero con qualche alto e basso di troppo dovuto alla giovane età c’è il rammarico di aver sprecato un’occasione per portare la partita almeno al tie-break.

In cronaca l’avvio è equilibrato con le squadre che procedono a braccetto. Il set lo decide un’invasione. Lo schiaffo risveglia le ospiti che partono fortissimo nel 2° set salendo fino allo 0-7. Coach Cerusico spende i time-out a sua disposizione, inserisce Baldoni per Miecchi. La schiacciatrice fabrianese dà nuove certezze alle compagne e la Conero rimonta punto su punto fino al 18-20 con l’ace della solita Gasparroni.

Ancona – Abbraccio consolatorio per le ragazze dell’Eurosped NumanaBlu Conero

L’orgoglio della grande squadra consente alla Corplast di chiudere 21-25. Alla ripresa del gioco lo spartito è pressoché identico. Corridonia avanti 0-6 ma doriche che non mollano e sorpassano sul 13-12 grazie all’ace di Nardi in campo per Angelini. Luchetti trova nel doppio cambio un modo per mischiare le carte anche a muro. Spreca piazza due ace che riportano il set dalla parte della Corplast.

Miecchi è meno efficace che in altre serate e sull’errore in attacco di Gasparroni il set si chiude 23-25. Nel 4° parziale il match rimane equilibrato e sul punto a punto. Nardi, in campo fin dall’inizio, trova modo per innescare anche Canonico. La centrale si fa vedere in attacco e punge anche al servizio.

Si arriva al 18 pari e quando i punti contano l’esperienza di Pierantoni e compagne fa ancora una volta la differenza. Spreca, la migliore in campo, chiude il match 21-25. Per la Conero una sconfitta che non fa troppo male perché la squadra ha dimostrato di potersela giocare anche contro una corazzata.

Trovando continuità nel rendimento la salvezza è alla portata delle ragazze di coach Cerusico e nel prossimo turno a Firenze proveranno a chiudere la miniserie negativa.

EUROSPED NUMANABLU CONERO: Baldoni 3, Alessandrini 13, Nardi 1, Galuppi (L), Giuliodori 12, Canonico 5, Miecchi 8, Angelini 2, Benedetti, Salvucci, Bordoni, Iannolo, Gasparroni 16. All. Cerusico

CORPLAST CORRIDONIA: Asquini 1, Spreca 18, Zamponi 10, Pierantoni 9, Agostini 11, Di Romano 2, Mattioli (L), Pettinari, Mennecozzi, Orazi, Bianchella18. All. Luchetti

Arbitri: Tosti e Di Virgilio

 

redazionali


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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