King & Queen beach volley tour 2022, ultimissime da Civitanova Marche

Davis Krumins è il volto nuovo nel tabellone maschile, in quello femminile torna per la terza volta Alice Gradini

Civitanova Marche, 28 luglio – Davis Krumins sarà il volto nuovo alla Iplex Arena per il King & Queen beach volley tour 2022. L’atleta lettone è nato a Riga nel 1990, nelle ultime due tappe del campionato italiano ha conquistato un ottimo secondo posto nel torneo di Montesilvano sfiorando poi il podio a Beinasco finendo al quarto posto.

Krumins ha vinto molti tornei B1, quello di Ravenna lo scorso week end poi a Bellaria Igea Marina a maggio. Davis ha una bellissima storia alle spalle, di origine lettone, ha fatto parte delle nazionali giovanili italiane di volley e ha avuto delle esperienze organizzative nel mondo del beach volley al seguito del padre “Italiano” Reggiani. Oggi, oltre ad essere un ottimo giocatore, è anche titolare di uno dei principali centri sportivi dedicati al beach volley a Modena.

Davis Krumins e Alice Gradini

Torna nel tabellone femminile Alice Gradini e per lei sarà la terza partecipazione. La Gradini sta disputando un ottimo campionato italiano assoluto conquistando il secondo posto a Beinasco, bronzo a Montesilvano e Albissola Marina e quinta a Bellaria Igea Marina. Sarà una delle favorite alla vittoria finale del tricolore 2022 e da seguire alla Iplex Arena il 10-11 agosto.

Aspettando la tappa di Termoli del torneo tricolore le atlete sicure sono cinque: Michieletto, Lantignotti, They, Arcaini, Gradini. Per quanto riguarda il tabellone maschile, sono sei: Krumins, Paolo Ingrosso, Matteo Ingrosso, Spadoni, Paolo Di Silvestre, Sette. Domenica sera, appena sarà caduta l’ultima palla della tappa tricolore gold di Termoli, si conoscerà la lista definitiva degli invitati all’edizione 2022 del King & Queen beach volley tour che verranno comunicati da Fulvio Taffoni nel corso della conferenza stampa che si terrà presso il Ristorante Il Veneziano.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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