Il Cus Ancona si ferma e cade con l’Etabeta

Calcio a 5 - 11ª Giornata Serie B girone D

ETABETA – CUS ANCONA 2 – 0

Fano – Dopo quattro vittorie e un pareggio, si interrompe la striscia di risultati utili consecutivi del Cus Ancona che cade, sconfitto 2-0, sul campo dell’Etabeta. Un duro colpo per Junior e compagni che, per via del ko in terra fanese, si vedono scivolare al quinto posto in classifica (in coabitazione proprio con la formazione di Fano) scavalcati rispettivamente da Futsal Cobà e Faventia vittoriose nelle rispettive gare.

Fano – La presentazione delle squadre

Un match di difficile lettura per i dorici, incappati nella trappola ordita dal mister di casa Federico Mariotti. Una difesa bassa, e delle letali ripartenze, hanno permesso all’Etabeta di prendersi l’intero bottino in palio imbrigliando al meglio la manovra biancoverde.

Le reti decisive, entrambe nella ripresa, ad opera di Matteo Bei e Nunzio Cirillo due importanti pedine dello scacchiere granata. Ai ragazzi di Fabio Carletti non sono bastate le giocate dei propri uomini, arginati puntualmente su un campo difficile e al cospetto di un avversario molto ben disposto tatticamente.

Al dunque finale, sono i padroni di casa a trionfare per 2-0, interrompendo il ruolino di marcia del Cus Ancona. Poco tempo per rimuginare, con il calendario che in certi casi può e sa essere beffardo. Sabato prossimo, infatti, sempre a Fano e sempre con l’Etabeta andrà in scena il match decisivo di Coppa Italia di Serie B valido per il passaggio del turno. Etabeta – Cus Ancona non è ancora finita…

Sala Stampa

Fabio Carletti:Sapevamo che sarebbe stata una gara difficilissima e così è andata. Abbiamo trovato difficoltà sia per il campo che per l’organizzazione tattica dell’avversario, che alla fine ha vinto con merito. Siamo stati più lenti del solito e abbiamo pagato due ripartenze, arma importante di cui dispone l’Etabeta. Ora ci rimettiamo subito al lavoro per la Coppa Italia di sabato prossimo, competizione in cui vogliamo assolutamente far bene. Durante la sosta cercheremo di risolvere le criticità che abbiamo riscontrando per poter vendere cara la pelle fino alla fine

ETABETA: Carpinelli, Bacciaglia, Capotosti, Bruni, Bei, Palazzi, Iacucci, Molini, Pietrelli, Severini, Cirillo, Peverini All. Mariotti

CUS ANCONA: Vittori, Pellegrino, Sabbatini, Centonze, Fioretti, De Sousa, Zizzamia, Bartolucci, Qorri, Belloni, Junior, Marchionne All. Carletti

Arbitri: Ronca di Rovigo e Scarpelli di Padova

Crono: Malfer di Rovereto

Reti: 6°st Bei, 9°st Cirillo

Ammoniti: Fioretti, Qorri

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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