GiroRosa: Froome doma il “mostro” la festa dei 100.000 sullo Zoncolan

Yates cede solo 6 secondi e consolida il primato in classifica. Oggi Tappa 15 – Tolmezzo-Sappada 176 km - dislivello 4.000 m

Monte Zoncolan, 19 maggio 2018 – Chris Froome (Team Sky) ha conquistato la sua prima vittoria di tappa al Giro d’Italia sul Monte Zoncolan mentre Simon Yates (Mitchelton-Scott) ha difeso la sua leadership nella generale, chiudendo alle spalle del corridore del Team Sky e aumentando il suo vantaggio sui più immediati rivali in classifica. Terzo al traguardo Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) giunto a 23″, ora terzo nella generale a 1’37” mentre Tom Dumoulin (Team Sunweb) paga 37″ (1’24” in CG) e Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) 42″ (1’46” in CG). Froome​ sale al quinto posto a 3’10″​.

Froome esulta sul traguardo dello Zoncolan (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

le pillole statistiche

  • Prima vittoria al Giro per Chris Froome: ora ha vinto almeno una frazione in tutti e tre i grandi Giri (1 al Giro; 7 al Tour; 5 alla Vuelta). E’ anche la prima vittoria stagionale per Froome.
  • Seconda doppietta britannica nella storia del Giro dopo la cronometro di Saltara del 2013, quando Alex Dowsett vinse e Bradley Wiggins terminò secondo. 26^ vittoria di tappa britannica al Giro: ora il Regno Unito è appaiato alla Russia al 10° posto di tutti i tempi.
  • Con la Maglia Rosa vestita da Yates dopo la 14^ tappa, la Gran Bretagna ha ora collezionato 150 maglie da leader nei tre Grandi Giri (15 al Giro; 89 al tour; 46 alla Vuelta). La 15^ Maglia Rosa porta la Gran Bretagna a livello della Colombia al 12° posto di tutti i tempi (4 per Rigoberto Uran, 9 per Nairo Quintana, 1 per Esteban Chaves e 1 per Fernando Gaviria). L’ultima maglia Rosa colombiana fu vestita da Nario Quintana l’anno scorso all’ultima tappa.
  • Simon Yates è al suo quarto piazzamento a podio quest’anno: vincitore sul Gran Sasso e ad Osimo e secondo sull’Etna e sullo Zoncolan.
  • Domenico Pozzovivo registra il suo quarto piazzamento a podio di tappa dopo la vittoria a Lago Laceno nel 2012, il secondo posto a Passo Fedaia nel 2008 ed il terzo posto a Sestola nel 2014.
I centomila tifosi all’arrivo della tappa sullo Zoncolan considerata la salita più dura in Europa (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

risultato finale
1 – Chris Froome (Team Sky) – 186 km in 5h25’31”, media 34,238 km/h
2 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 6″
3 – Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) a 23″
4 – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) a 25″
5 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) ​a 37″

classifica generale
1 – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 1’24”
3 – Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) a 1’37”
4 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) a 1’46”
5 – Chris Froome (Team Sky)​ a 3’10”

maglie

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Elia Viviani (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Simon Yates (Mitchelton – Scott), indossata da Esteban Chaves (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

conferenza stampa
Il vincitore di tappa Chris Froome ha dichiarato: “Sono davvero contento per la vittoria di oggi soprattutto dato l’inizio difficile in questo Giro ma voglio essere realistico: sono ancora in ritardo di 3’10”. Ci sono corridori molto forti davanti a me. Simon Yates sta facendo un Giro incredibile. Nell’ultimo chilometro ho pensato che mi avrebbe preso, ha più scatto di me, quindi avergli resistito rende questa vittoria speciale. I tifosi sono stati fantastici. Grazie mille a tutti i tifosi, rendono la corsa ancora più speciale”.

La Maglia Rosa Simon Yates ha provato, senza esito, a riagguantare Froome (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

La Maglia Rosa Simon Yates ha dichiarato: “Sono felice ma non del tutto. Ho provato a vincere la tappa ma non sono riuscito a riprendere Chris Froome nel finale, allo stesso tempo ho guadagnato sugli altri avversari della generale. Come previsto i distacchi non sono stati enormi ma sono contento del vantaggio su Tom Dumoulin e tutti gli altri. Non ho potuto seguire Froome perché ha attaccato al momento giusto con un’accelerazione molto forte e il traguardo era ancora lontano”.

LA TAPPA DI OGGI domenica 20 maggio

Tappa 15 – Tolmezzo-Sappada 176 km – dislivello 4.000 m
Tappa Dolomitica in continuo saliscendi con un solo tratto di tranquillità nel lungo falsopiano verso Cortina d’Ampezzo. Si scalano in sequenza i Passi della Mauria, Tre Croci, Sant’Antonio (inedito da questo versante e con pendenze per lunghi tratti superiori al 10%) e Costalissoio, altra salita inedita, breve ma molto ripida.

Dopo la discesa su San Pietro di Cadore lunga risalita del Piave fino a Sappada dove è posto il traguardo. Le strade percorse sono tutte di medie dimensioni con numerosi tornanti sia in salita che discesa e fondo stradale buono.

Ultimi km
Ultimi 10 km tutti in salita. Si supera una galleria in parte aperta lateralmente per poi affrontare alcuni chilometri attorno al 9% e poi entrare nell’abitato di Sappada, dove la strada spiana nell’ultimo chilometro. Rettilineo di arrivo in asfalto di 450 m, largo 6,5 m.450 m, largo 6,5 m.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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