Giro d’Italia: è Tom Dumoulin (Team Sunweb) la prima maglia rosa

Domenico Pozzovivo decimo a 27′′ dall’olandese. Aru, quarantasettesimo

Gerusalemme, 4 maggio 2018 – È Tom Dumoulin (Team Sunweb), il vincitore della prima tappa dell’edizione 101 del Giro d’Italia, la cronometro individuale Gerusalemme-Gerusalemme di 9,7 km. Tappa e vittoria storica considerato che è la prima volta nella storia del ciclismo che un grande giro parte al di fuori dei confini europei.

Gerusalemme – Dumoulin sul traguardo (Foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

La nuova Maglia Rosa Dumoulin, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: «È accaduto esattamente tutto quello che volevo: la vittoria e ottenere un buon vantaggio sugli altri contendenti nella Generale. Sapevo di essere pronto per il Giro ma non ero sicuro di vincere oggi. Il percorso è stato difficile ma assolutamente perfetto per me».

Il primo corridore a partire nella crono di oggi è stato Fabio Sabatini (Quick-Step Floors) alle 13:50, mentre l’ultimo corridore, Tom Dumoulin appunto, è partito alle 16:45.

METEOGerusalemme (13:50 – Partenza primo corridore): variabile, 30°C. Vento: moderato NE – 10 km/h. Gerusalemme (17.00 – Arrivo ultimo corridore): variabile, 31°C. Vento: moderato ENE – 13 km/h.

Dumoulin si è imposto alla media di 48,365 Km/h, percorrendo i 9,7 km del percorso in 12′ 02′′, precedendo di 2′′ l’australiano Rohan Dennis e di 4” il belga Victor Campenaerts.

Gerusalemme – Dumoulin in piena azione (Foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

Solo 21° con un ritardo di 37” Chris Froome, caduto durante la ricognizione del percorso. Tra gli azzurri, da segnalare uno straordinario Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida), decimo a 27″. Fabio Aru ha fatto registrare un distacco di 50″ da Dumoulin, che gli vale il 47° piazzamento.

RISULTATO FINALE
1 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) – 9,7 km in 12’02”, media 48,365 km/h
2 – Rohan Dennis (BMC Racing Team) a 2″
3 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1 – Tom Dumoulin (Team Sunweb)
2 – Rohan Dennis (BMC Racing Team) a 2″
3 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) s.t.

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Tom Dumoulin (Team Sunweb)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Tom Dumoulin (Team Sunweb)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – oggi non assegnata
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Maximilian Schachmann (Quick-Step Floors)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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