Giro delle Marche in Rosa: le squadre al via da Recanati

Oggi pomeriggio ore 16 ritrovo in Piazza Leopardi. Ore 18 partenza donne junior, ore 19.30 partenza donne èlite. Il video di presentazione della tappa

Recanati, 4 settembre 2020 – È una terza edizione del Giro delle Marche in Rosa, dal 4 al 6 settembre, che vuole confermare le aspettative di una gara di alto rango ma anche una valida attrattiva turistica per le zone attraversate dalla corsa con Recanati, Loreto e Offida sedi di tappa.

Le performances delle protagoniste a livello nazionale ed internazionale la renderanno sicuramente avvincente fino all’ultimo colpo di pedale con la presenza della campionessa italiana Marta Bastianelli (Alè Btc Ljubljana), Tatiana Guderzo (Alè Btc Ljubljana), Rachele Barbieri (Fiamme Oro), Martina Fidanza (Eurotarget Bianchi Vittoria), Elena Pirrone (Valcar Travel e Service), Alice Maria Arzuffi (Fiamme Oro), Sofia Bertizzolo (Fiamme Oro), Letizia Borghesi (Aromitalia Basso Bikes Vaiano) e Rossella Ratto (Fiamme Azzurre) tra le élite.

Senza dimenticare le donne juniores capeggiate dalla neo campionessa europea di Plouay 2020 Eleonora Gasparrini (V02 Team Pink) insieme alle migliori azzurre del momento Francesca Barale (V02 Team Pink), Noemi Lucrezia Eremita (Ciclismo Insieme), Greta Tebaldi (Eurotarget Bianchi Vittoria), Alessia Patuelli (Team Breganze Millenium), Alice Palazzi (Re Artu’ General System), Lara Crestanello (Ciclismo Insieme) e il bronzo europeo a cronometro Carlotta Cipressi (Re Artu’ General System). Di rilievo la partecipazione di Claudia Cretti con la maglia della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo, società che condivide l’organizzazione materiale dell’evento con la Sca Offida.

Recanati venerdì 4 settembre

  • Ore 16:00 ritrovo partecipanti in Piazza Leopardi
  • Ore 18:00 partenza donne juniores con intervalli di 1 minuto tra una concorrente e l’altra.
  • Ore 19:31 partenza donne èlite con intervalli di 1 minuto tra una concorrente e l’altra.

Una cronometro individuale che si svilupperà interamente sulle strade del suggestivo centro di Recanati sulla distanza di 3 chilometri con partenza da piazza Leopardi, indi via Cavour, via Calcagni, via Roma, via Antici, via Ettore Leopardi, viale Passero Solitario, via Filippo Corridoni, via Giacomo Matteotti, via Falleroni, corso Persiani e traguardo fissato a Piazza Leopardi.

Guarda il video di presentazione della tappa

LE SQUADRE PARTECIPANTI

Club Corridonia, Adriana Bolzano, Alè Btc Ljubljana, Aromitalia Basso Bikes Vaiano, Re Artu’ General System, Bepink, Breganze Millenium, Ciclismo Insieme, Cronos Casa Dorada Women Cycling, Eurotarget – Bianchi – Vittoria, Fiamme Azzurre/Chevalmeire Cycling, GC Capodarco-Comunita’ di Capodarco, Fiamme Oro, Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo, GS Mendelspeck, Jam’s Bike Team Buja, Conceria Zabri-Pro Cycling Team, Racconigi Cycling Team, SCV Bike Cadorago Asd, Servetto Piumate Beltrami Tsa, Swiss Cycling, T°Red Factory Racing, Team Gauss Fiorin, Team Lady Zuliani,Team Wilier-Chiara Pierobon, Top Girls – Fassa Bortolo, V02 Team Pink, Valcar – Travel & Service, Vallerbike e Zhiraf Guerciotti.

PROSSIME TAPPE

  • Sabato 5 settembre Villa Musone (Loreto)
  • Domenica 6 settembre Offida

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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